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di Leandro De Gaudio

Il Mattino, 15 dicembre 2025

Ormai non è solo un argomento per addetti ai lavori, non è solo materia per giuristi. La riforma della giustizia, che prevede tra l’altro anche la separazione delle carriere tra pm e giudici, infiamma il dibattito politico e culturale della città. Una questione che ha dato vita a comitati per il sì e per il no, in vista del referendum fissato in primavera che chiama i cittadini italiani ad esprimersi sul progetto di legge voluto dal ministro guardasigilli Nordio. Al di là di magistrati e avvocati, sono pronti a fornire il proprio contributo attori e intellettuali, artisti e uomini di cultura, esponenti di associazioni e imprenditori. Tutti decisi a raccontare (e a motivare) l’opportunità di sostenere o contrastare la separazione tra giudicanti e requirenti. Iniziamo da questo pomeriggio.

Alla Domus Ars, in via Santa Chiara 10, a partire dalle 17.30, in campo il comitato distretto di Napoli, per rimarcare un concetto: “È giusto dire di no”. A coordinare i lavori, il magistrato Ettore Ferrara, ex presidente del Tribunale di Napoli; interverranno la docente di Diritto costituzionale Giovanna De Minico, il procuratore regionale della Corte dei Conti Antonio Giuseppone, l’avvocato cassazionista Francesco Barra Caracciolo, la presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi, ma anche padre Alex Zanotelli, l’attore Massimiliano Gallo, gli scrittori Maurizio De Giovanni e Viola Ardone, il coordinatore di Libera Mariano de Palma e il giornalista di Repubblica Antonio Corbo.

A schierarsi contro la riforma Nordio anche l’Anm napoletana (guidata dal pm Claudio Siragusa), che ha introdotto alcune settimane fa il dibattito sulle ragioni del no. In questi giorni, a schierarsi contro la riforma Nordio, anche un altro comitato per il no: è quello che fa capo all’associazione “Non è mai troppo tardi”, presieduta dall’ex pg Luigi Riello, affiancato dal professore emerito di Ingegneria Raimondo Pasquino, dal docente Francesco Amoretti, e dall’ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti.

Tutti in campo per contrastare il progetto di separare le carriere tra pm e giudici, dando vita a un doppio Csm. In sintesi, spiegano quelli del No, questa riforma sarebbe l’anticamera dell’assoggettamento dei pm all’esecutivo. La pensano diversamente gli animatori del Comitato per il Sì. Venerdì prossimo alle 11, nella Sala Galasso della Società Napoletana di Storia Patria (via V. Emanuele III 310), si terrà la prima iniziativa del Comitato “Sì Separa” della Fondazione Einaudi per discutere con i cittadini dei contenuti della riforma Nordio.

Partecipano il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto, il presidente del Comitato Sì Separa, Gian Domenico Caiazza, l’ex magistrato Antonio Di Pietro e il segretario generale della Fondazione Einaudi, Andrea Cangini. Modera la giornalista di La7, Gaia Tortora. I lavori saranno introdotti dal professor Vincenzo Maiello, Università degli Studi di Napoli Federico II, dal referente Campania della Fondazione Einaudi, Ugo de Flaviis, dal direttore de L’Europeista, Pier Camillo Falasca, dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli, Carmine Foreste, e dal presidente della Camera Penale di Napoli, Marco Muscariello. Quello di Napoli è il primo appuntamento di un tour in giro per l’Italia che vedrà impegnati i membri del Comitato “Sì Separa” fino a marzo, mese nel quale è prevista la data del voto referendario. “L’obiettivo è quello di confrontarsi con i cittadini e spiegare loro le ragioni del Sì alla separazione delle carriere dei magistrati”. Un confronto a distanza destinato ad animare il dibattito politico giudiziario fino alla prossima primavera.