di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 3 ottobre 2019
Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede convoca in serata un vertice di maggioranza per provare a tirare qualche riga certa sulla "sua" riforma. E intanto conferma che la materia sarà spacchettata in due Ddl: da una parte il processo civile, dall'altra il più complicato processo penale e la riforma del metodo di elezione del Csm.
Un vertice interlocutorio che ha registrato per ora le distanze su due nodi: la possibile riforma della sospensione della prescrizione dopo il primo grado di giudizio che entrerà in vigore da gennaio e il metodo di elezione del Csm. Con Pd e la renziana Italia viva uniti contro il M5s sul primo punto ma divisi, con Iv d'accordo con Bonafede sulla proposta di estrazione a sorte per il Csm che vede invece contrario il Pd, sul secondo.
La proposta del Pd sulla prescrizione è un intervento per decreto che miri almeno a distinguere la posizione processuale di chi in primo grado è condannato da chi invece è assolto, prevedendo la sospensione della prescrizione solo nel primo caso. Un'ipotesi, quella di congelare la prescrizione solo in caso di primo verdetto di condanna, più volte circolata un anno fa nell'ambito della discussione sulle misure contro la corruzione e che potrebbe trovare un fondamento giuridico di almeno minima ragionevolezza: perché a quel punto lo Stato avrebbe, sia pure solo in primo grado, già effettuato un accertamento di responsabilità.
Tutta da verificare invece la sua praticabilità politica, visto che andrebbero comunque vinte le fortissime perplessità dei 5 Stelle a modificare una disposizione destinata a entrare in vigore fra 3 mesi. Tanto più che ieri lo stesso ministro Bonafede ha chiuso le porte a qualsiasi ipotesi di rinvio dell'entrata in vigore, anche se durante il vertice non ha chiuso del tutto all'ipotesi di modifiche entro quel termine. Su questo punto il ministro deve fronteggiare, oltre all'opposizione del Pd, anche quella dei renziani.
"Sulla prescrizione abbiamo molti dubbi - conferma il capogruppo di Italia Viva Davide Faraone al termine del vertice. Lavoreremo per trovare una soluzione". La decisione di presentare due disegni di legge diversi in Consiglio dei ministri, uno dedicato alle misure acceleratorie per i processi civili e l'altro con le norme per velocizzare il penale e cambiare il sistema elettorale del Csm, non incontra ostacoli da parte dei partner di maggioranza e avrà almeno il (probabile) vantaggio di condurre più rapidamente in porto il primo provvedimento, assai meno problematico.
Sul sistema elettorale del Csm le distanze tra 5 Stelle e Pd sono minori: condivisa la necessità di un intervento che limiti la capacità di influenza dei gruppi associativi, le tensioni nella maggioranza si concentrano sulla conservazione di una quota di sorteggio così come vorrebbe Bonafede, in questo spalleggiato da Matteo Renzi. Ma in questo caso l'incerta costituzionalità della previsione potrebbe anche contribuire ad ammorbidire i grillini.
Né va sottovalutata su questo punto la contrarietà del vicepresidente del Csm David Ermini: "Se la Costituzione parla di un Csm elettivo e rappresentativo, il sorteggio farebbe venir meno questi requisiti e quindi, secondo me, sarebbe incostituzionale". Sul penale andrà misurata la disponibilità a farsi carico di un meccanismo come quello inserito nel disegno di legge approvato a fine luglio "salvo intese".
In particolare, sul capitolo indagini preliminari, tra quelli più delicati e tuttavia cruciale visto che il maggior numero di prescrizioni matura proprio in questa fase, il provvedimento prevede una sola proroga di 6 mesi rispetto a termini base modulati sulla gravità delle condotte.
La durata standard delle indagini dovrebbe essere di 6 mesi per i reati puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena detentiva non superiore nel massimo a 3 anni sola o congiunta alla pena pecuniaria; i anno e 6 mesi quando si procede per i delitti più gravi, dalla mafia all'associazione criminale, al terrorismo, al traffico su larga scala di stupefacenti, al sequestro di persona, ai casi più gravi di estorsione, all'omicidio, alla violenza sessuale; i anno in tutti gli altri casi.










