sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Roberta Labruna

 

Giornale di Vicenza, 14 marzo 2015

 

Dal Pd pieno appoggio: "È frutto del nostro lavoro". I leghisti Busin e Stefani: "Una cosa giusta, se vera". Ma Zaia attacca: "Senza carceri è solo una sparata". "È un primo risultato importante, per il quale ci siamo spesi con convinzione e il latto che il via libera sia arrivato direttamente dal governo consentirà di andare avanti spediti", assicurano i parlamentari di maggioranza.

"Se si va realmente nella direzione annunciata allora si tratta per una volta di una svolta positiva, ma questo emendamento aspettiamo di vederlo perché ad oggi è stato solo annunciato", dicono quelli della minoranza. È il commento a caldo di deputati e senatori vicentini alla decisione del Consiglio dei ministri di dare il via libera al raddoppio delle pene per furti e rapine, che come conseguenza ha anche il blocco (o la riduzione) dei benefici condizionali. Un traguardo, questo, proposto dal Giornale di Vicenza.

Il passo mosso dal governo, però, non convince il governatore Luca Zaia. Che attacca: "L'ennesima sparata buona per riempire un tweet - scrive in una nota. Il toro va preso per le corna, non per la coda. Pene più dure senza la certezza che vengano scontate e senza le carceri sufficienti per mettere in galera i delinquenti sono l'incarnazione del Dna di questo Governo: annunci con effetto zero sui problemi. Ci sentiamo presi in giro - aggiunge - se avessero voluto afre sul serio, prima avrebbero dovuto varare un vero Piano nazionale per la costruzione di nuove carceri, e poi indurire le pene. Finirà che avremo delinquenti condannati a sei anni invece che a tre, ma liberi come prima".

Stante l'emendamento del governo, la palla andrà ora ai parlamentari. "Raccogliendo la preoccupazione dei cittadini e facendo tesoro della campagna promossa dal giornale - dice il deputato del Pd Federico Ginato - ci siamo adoperati per porre la questione all'attenzione del governo". Una questione che, dice all'unisono con la senatrice Rosanna Filippin, "può essere affrontata in due modi: strumentalizzandola o ascoltando i cittadini e intervenendo per cambiare le cose nelle aule parlamentari. Noi abbiamo scelto il secondo modo e l'emendamento che inasprisce le pene è un primo passo importante pe r contrastare u n allarme autentico, ma l'impegno prosegue per una riforma generale del sistema-giustizia".

Anche per la dem Daniela Sbrollini "è un primo passo incisivo dopo le nostre sollecitazioni. Che sia il governo a prendere in mano la questione è importante: se la proposta l'avessimo presentata noi parlamentari l'iter sarebbe stato più lungo". In questo modo invece, aggiunge il renziano Filippo Crimi, "i tempi saranno rapidi. Il gioco di squadra ha funzionato e siamo riusciti a centrare l'obiettivo: dare una risposta concreta a un problema che genera allarme nelle persone". Positivo il giudizio del senatore Pd Giorgio Santini: "Il governo ha colto un allarme reale, che anche il Giornale di Vicenza ha lanciato. Così c'è un effetto di deterrenza e una valorizzazione dal lavoro delle forze dell'ordine".

Dall'opposizione il senatore del Movimento 5 Stelle Enrico Cappelletti fa sapere che "se davvero ci sarà una stretta su questi reati, il nostro voto sarà positivo. Come lo è stato sull'innalzamento delle pene per l'associazione mafiosa. Ma prima di dire di più, attendo di vedere il provvedimento nero su bianco". Stessa linea per il deputato leghista Filippo Busin: "Di scritto non ho ancora visto nulla.

Se si concretizzasse un aumento delle pene allora vorrebbe dire che, dopo "svuota-carceri" e lassismo costante, il governo avrebbe preso una decisone giusta". Dura la senatrice della Lega Erika Stefani: "Fa piacere che ancora una volta il governo annunci delle cose alla stampa, prima che alle commissioni. Se l'emendamento esiste davvero, ma attendo di vederlo, allora può significare due cose: che il governo si è reso conto di aver fatto degli errori gravissimi in materia di sicurezza o che è il classico rattoppo all'italiana".