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di Paolo Bozzacchi


Italia Oggi, 13 aprile 2015

 

Un altro passo verso la presunzione d'innocenza europea. La Commissione Libertà Civili dell'Europarlamento ha infatti blindato la nuova proposta di direttiva in materia, inserendo nuovi emendamenti che dissuadono le autorità giudiziarie nazionali dal fare dichiarazioni sulla colpevolezza di un condannato prima del giudizio definitivo, o che violino i principi dell'onere della prova (che spetta alla pubblica accusa), quello di rimanere in silenzio durante gli interrogatori e quello di essere presenti fisicamente al proprio processo.

"La presunzione d'innocenza è un diritto fondamentale e anzitutto un principio essenziale che intende garantire da abusi giudiziari e giudizi arbitrari nei procedimenti penali", ha dichiarato la francese Nathalie Griesbeck, relatore del provvedimento in Commissione. "La proposta di direttiva nasce dal fatto che notiamo un'erosione del principio di presunzione di innocenza in diversi Paesi membri", ha aggiunto la Griesbeck.

E i nuovi emendamenti richiedono ai Paesi membri di vietare alle autorità giudiziarie locali di dare informazioni "incluse interviste e comunicazioni in collaborazione con i media, che potrebbero creare pregiudizio o biasimo nei confronti di indagati o accusati prima della sentenza finale in tribunale". L'Europarlamento invita anche i Paesi membri a promuovere l'adozione di codici etici, in collaborazione con i mezzi d'informazione.

E il codice etico dovrebbe poter essere applicato anche all'operato dei professionisti della giustizia. Il rovesciamento dell'onere della prova dall'accusa alla difesa, poi, è giudicato "inaccettabile" dalla Commissione Libertà Civili. "Qualsiasi tipo di beneficio in merito", precisa il documento, "dovrà riguardare l'indagato o l'accusato".

Un altro aspetto precisato è quello che gli indagati o accusati non dovranno essere considerati colpevoli semplicemente perché esercitano il loro diritto di rimanere in silenzio". L'esercizio di questo diritto "non deve mai essere considerato come una conferma di una tesi sui fatti occorsi". Con l'approvazione della Commissione ora inizia il negoziato con il Consiglio Ue per poi arrivare alla formale proposta di direttiva.