di Diodato Pirone
Il Messaggero, 30 dicembre 2019
Processi, la riforma di Bonafede spacca i rosso-gialli. Renziani sulle barricate. Premier e Pd vogliono cambiare i decreti Salvini, dubbi M5S. Sarà la giustizia, e in particolare la prescrizione, la prima tappa dello slalom di gennaio di Giuseppe Conte. Tappa spinosissima, perché M5S, Pd e Iv viaggiano su binari lontanissimi e il rischio è che lo stallo sulla riforma Bonafede inquini sul nascere il confronto nel governo dal quale il presidente del Consiglio vuol far ripartire la sua agenda.
Del resto, nonostante nella conferenza di fine anno abbia dato un suo netto imprinting alla direzione del governo giallorosso, la maggioranza resta fragile. Con l'ombra del nuovo gruppo alla Camera che, nonostante l'appello del premier a non destabilizzare, resta un'ipotesi sul tavolo. Il capo del governo arriverà al vertice sulla giustizia previsto il 7 gennaio probabilmente dopo aver completato l'insediamento di nuovi ministri alla Scuola e all'Università e Ricerca Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi. La scelta dello spacchettamento, a livello numerico, avvantaggia il Pd e, allo stesso tempo, frena la possibile richiesta di un mini-rimpasto da parte dei Dem dopo le Regionali.
Fra gli altri temi caldi in agenda quello della correzione dei decreti Salvini che però probabilmente non sarà affrontato prima delle elezioni regionali previste per il 26 gennaio. Prima arriveranno altri nodi al pettine come quello del futuro dell'Ilva, l'Alitalia e il rebus concessioni con i 5Stelle che premono per la revoca della Concessione ad Autostrade e il Pd che ha una posizione più cauta.
Prescrizione - maggioranza divisa, vertice il 7 gennaio. Il nodo non è ancora stato sciolto. La riforma voluta dal Guardasigilli Alfonso Bonafede entrerà in vigore mercoledì prossimo, quando, di fatto, dal primo grado di giudizio la prescrizione verrà abolita. E se il Pd punta ancora a intervenire per modificare la norma, smontando il provvedimento che aveva visto scontrarsi anche Lega e Cinque Stelle, Conte prova ad aggirare l'ostacolo, considerando che gli effetti non arriveranno prima di due o tre anni. La questione sarà comunque affrontata in un vertice convocato a palazzo Chigi per il 7 gennaio.
Migranti - i rilievi sollevati dal Colle ai testi dei giallo-verdi. L'intenzione di modificare i decreti
sicurezza, varati dall'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini, dovrebbe concretizzarsi in tempi brevi. l premier Conte è tornato ad annunciarlo e a ricordare che è uno dei 29 punti del programma di governo. La direzione è quella indicata dal Presidente della Repubblica Mattarella che aveva rilevato due criticità: la prima riguardava l'ammenda amministrativa, che arriva fino a 1 milione di euro, per chi salva i migranti. L'altra invece si riferiva al rispetto dei trattati internazionali. Questioni sulle quali Di Maio continua a nutrire dubbi.
Riforme - Legge elettorale in Parlamento e referendum. Il referendum per introdurre il sistema elettorale maggioritario di Salvini, dopo aver ha ottenuto l'ok della Corte di Cassazione, attende il via libera della Corte Costituzionale. Il quesito era stato depositato a settembre dall'ex Ministro dell'Interno e da otto Consigli regionali. Se la Consulta lo ammetterà potrebbe diventare più complicato l'iter di riforma elettorale che la maggioranza ha faticosamente avviato anche se un'intesa ancora non c'è. Favorevoli ad un ritorno al proporzionale con sbarramento, sono infatti il M5S, IV e Leu mentre il Pd resiste e, insieme alla Lega, attende la Consulta.










