di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 28 aprile 2021
Riforma della giustizia ad alta tensione. Sia sul fronte civile sia su quello penale. Nelle medesime ore che hanno visto l'approvazione del Recovery plan, che tra l'altro nell'ultima versione estende un po' i tempi di approvazione delle misure (entro fine 2021 le leggi delega ed entro il 2022 i decreti delegati), si profilano le prime prese di distanza rispetto al merito degli interventi. Sul civile, le prime indiscrezioni sul contenuto dei lavori, appena terminati, della commissione Luiso, istituita dalla ministra Marta Cartabia, non convincono l'avvocatura.
Il Cnf contesta le ipotesi di filtro alle impugnazioni e all'appello in particolare e l'assenza di riferimenti alle specializzazioni, mentre le Camere civili mettono nel mirino "il semplice rispolvero di vecchie proposte quali la riduzione dei termini di difesa, le preclusioni e i filtri, osteggiati da tutti gli operatori della giustizia".
Da via Arenula però rassicurano: nessuna compressione dei diritti dei cittadini. In realtà la commissione presieduta da Paolo Luiso, docente di Procedura civile a Pisa, ha presentato, sul rito, 2 ipotesi alternative a Cartabia, una più conservatrice e una più spregiudicata (con la riduzione dei tempi per le memorie, la concentrazione della fase istruttoria).
Ma dalla commissione arrivano anche un pacchetto di proposte organiche sul diritto di famiglia, con l'estensione della negoziazione assistita al contesto delle coppie non sposate; negoziazione che si propone di allargare alle cause di lavoro; la conciliazione poi dovrà comprendere anche i rapporti di durata. Sul penale, ieri sono stati presentati gli emendamenti che il Pd presenterà al testo del disegno di legge Bonafede in discussione alla Camera.
A illustrare le 20 proposte la responsabile Giustizia e i capigruppo in commissione a Camera e Senato, Alfredo Bazoli e Franco Mirabelli. Sulla prescrizione, il ddl Bonafede prevede sanzioni ai giudici, "che sono poco efficaci" - ha detto Bazoli - mentre gli emendamenti prevedono "conseguenze sul processo". In particolare se in appello c'è lo sforamento per un imputato assolto in primo grado, scatta l'improcedibilità; se invece l'imputato era stato condannato in primo grado, scatta uno sconto di pena di un terzo; infine scatta sempre l'improcedibilità se si supera un certo limite temporale, che per gli emendamenti del Pd dovrà indicare il Governo.











