sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Maria Antonietta Calabrò

 

Corriere della Sera, 3 aprile 2015

 

Soro: selezionare le notizie da pubblicare. Gratteri: utili ma va trascritto solo il necessario. "Di fronte al fenomeno, sempre più diffuso, del processo mediatico, emerge con forza l'esigenza di un' adeguata selezione delle notizie da diffondere", in modo che si eviti che finiscano in pasto all'opinione pubblica "spaccati di vita privata (delle parti ma soprattutto dei terzi) del tutto estranei al tema della prova". È il Garante della privacy, Antonello Soro, a scriverlo in una lettera al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in cui chiede che vengano adottate le necessarie misure per "evitare la "pesca a strascico" nella vita degli altri".

La lettera di Soro arriva il giorno dopo che il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, presidente della Commissione per le nuove norme antimafia, ha presentato una rivisitazione complessiva del regime delle intercettazioni. Sedici cartelle in cui tra l'altro la Commissione propone l'introduzione di un nuovo reato, quello di "pubblicazione arbitraria di intercettazioni". "La pubblicazione di atti di indagine - ha scritto Soro a Renzi - dovrebbe rispondere a finalità di interesse pubblico e non a tensioni voyeuristiche, nella consapevolezza che non tutto ciò che è di interesse del pubblico è, necessariamente, anche di pubblico interesse". Ciò vale "soprattutto per le intercettazioni: risorsa investigativa fondamentale, ma che proprio - in quanto fortemente invasiva - deve essere gestita con molta cautela".

Soro segnala la necessità che gli organi inquirenti evitino fughe di notizie che pregiudichino le indagini, oltre che la privacy degli interessati e che la stampa, eviti quel "giornalismo di trascrizione" che finisce, oltretutto, per far scadere la qualità dell'informazione". Soro invoca insomma il "principio di proporzionalità tra privacy e mezzi investigativi ribadito, anche recentemente, dalla Corte di giustizia europea".

Critico il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino: "È allarmante che il Garante per la privacy parli di un'adeguata selezione delle notizie da diffondere". In un'intervista a Sky Tg24, Gratteri ha spiegato il senso della riforma proposta. "La norma che abbiamo scritto è chiara - ha detto - se l'intercettazione serve a dimostrare la responsabilità penale dell'indagato e poi dell'imputato può essere riportata integralmente nell'informativa, nella richiesta di custodia cautelare e nell'ordinanza di custodia cautelare. Se questa non serve, non si deve trascrivere, non deve essere inserita là dentro. Se poi sottobanco un pubblico ministero o un ufficiale di polizia giudiziaria la dà ai giornalisti, chi la pubblica risponde di questo nuovo reato, cioè di questa pubblicazione che non doveva fare".

Come esempio Gratteri porta quello di un'intercettazione che riguarda qualsiasi aspetto della vita privata: "Noi non riteniamo che debba essere trascritta, né pubblicata". "L'intercettazione - ha concluso Gratteri - è la prova più garantista, perché è formata dalla voce degli attori protagonisti, quindi non c'è il pericolo di travisamento del fatto. Inoltre è il mezzo più economico, perché un telefono intercettato per 24 ore costa 3,5 euro al giorno".