di Edmondo Bruti Liberati
La Stampa, 9 agosto 2026
La pausa estiva del Parlamento suggerisce un bilancio. Quali le linee direttive, la policy della politica del governo su legislazione penale e sicurezza? Tre: inseguimento dell’attualità, riforme epocali (poi ridimensionate) e, soprattutto, manomissione delle parole. Rincorsa all’attualità con i decreti sicurezza (decine di nuovi reati), la cui reiterazione testimonia l’inefficacia. Riforme epocali, ultimo esempio: 10.000 detenuti tossicodipendenti in detenzione domiciliare in apposite strutture, annuncia il Ministro Nordio, ma poi corregge: è previsione su diversi anni, le misure finanziate per il 2026 sono per 500 posti. Manomissione delle parole (copyright bel libro di Gianrico Carofiglio): il catalogo è questo.
“Immunità parlamentare” e caso Delmastro. Segretezza della corrispondenza garantisce libertà e riservatezza dell’attività politica ed essendo tutela della funzione irrilevante sarebbe anche la rinunzia del parlamentare. Ma la garanzia per la funzione si estende anche ad attività private che nulla hanno a che fare con quella?
“Intercettazioni a strascico”. Il tema riproposto dal Procuratore Nazionale Antimafia è di utilizzare un’intercettazione disposta in un procedimento per aprire altro procedimento, non solo, come oggi previsto, per terrorismo o mafia, ma anche per fatti di corruzione. L’eccezione alla regola dell’inutilizzabilità dettata per quei gravi reati è ragionevole sia estesa anche a reati non meno gravi come quelli di corruzione (vedi il recentissimo Rapporto Anac Autorità nazionale anticorruzione) e di altrettanto difficile accertamento? Altro è contrastare pratiche, queste sì a strascico, di intercettazioni disposte oltre la necessità, pur di raccogliere prove di un’ipotesi di reato (es. traffico di stupefacenti). Per stare nel paragone ittico: se il pesce appena pescato ha in bocca un altro pesce, questo lo teniamo o lo ributtiamo a mare? Di ciò si dovrebbe discutere e non parlare a sproposito di “strascico”.
“Scudo penale” per la polizia: avventate assoluzioni sono smentite dalla realtà, come per il poliziotto del bosco di Rogoredo. Insistono i vertici di governo, compreso il Ministro dell’Interno, che, come “ministro della polizia”, avrebbe il dovere della massima cautela, e proclamano tutto corretto nella condotta degli agenti nel caso Fakir. Lo “scudo penale” non preclude le indagini della Procura di Bologna. La coltre di fumo dell’iscrizione nel nuovo registro non cambia nulla per i “non indagati”, che fruiscono di tutte le garanzie degli indagati. 120 giorni per le indagini è un’indicazione di priorità, ma le indagini, se necessario, potranno continuare oltre.
“Imputabilità presunta” per i minori tra quattordici e diciotto anni. Non serve e non cambia nulla. I dati del Ministero della giustizia indicano che solo l’1% è dichiarato non imputabile, poiché si applicano misure sanzionatorie intermedie tra carcere e proscioglimento per incapacità. La imputabilità continuerà a dover essere accertata caso per caso.
“Difesa sempre legittima” propagandistico, irresponsabile inganno. Nonostante recenti pasticciate aggiunte, i paletti posti dall’art.52 del codice penale “fascista” Rocco sono invalicabili: nel caso Roggero la condanna era dovuta. Lo riconosce il Presidente del Senato, nella Cerimonia del Ventaglio, ma con una contraddizione che non dovrebbe sfuggire all’avvocato La Russa, propone una sorta di estensione dell’”eccesso colposo”, che per definizione, trattandosi di eccesso, presuppone una reazione giustificata. Una “quasi-legittima difesa”?
“Grazia” per Roggero. Prospettata ora e subito è interferenza nelle prerogative del Capo dello Stato e insieme delegittimazione della giustizia, dopo la decisione della Cassazione.
“Intelligenza artificiale” passepartout. IA straordinaria opportunità, non mito per cui sacrificare garanzie e dignità umana, ci ammoniscono le fonti più autorevoli, a cominciare da Papa Leone. Ci è voluto l’alto là da Bruxelles per fare marcia indietro su quella che poteva essere profilazione generalizzata su chiunque si trovasse in uno spazio pubblico.
Sicurezza e sanzioni penali per assicurarla richiedono equilibrio tra repressione e garanzie. E anche una policy coerente che proponga misure efficaci e non parole, men che meno se manomesse. Ma il monito del Presidente Mattarella contro le leggi dettate dall’attualità rischia di iscriversi nel filone delle “Prediche inutili” del suo predecessore Einaudi.










