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di Gerlando Cardinale

agrigentonotizie.it, 23 settembre 2026

La corte rigetta la richiesta ma si riserva sulla questione di legittimità costituzionale. Il 30 ottobre la decisione sull’eventuale invio degli atti alla Consulta e la sentenza. Niente accesso alla giustizia riparativa per il boss agrigentino Giuseppe Falsone, detenuto al 41 bis e condannato in primo grado a 22 anni nel processo Xydi. La corte di appello di Palermo ha rigettato l’istanza presentata dalla difesa. La richiesta puntava a consentire al capomafia di intraprendere un percorso volontario di confronto sulle conseguenze dei reati commessi, senza alcuna cancellazione della condanna o riduzione automatica della pena. 

La partita, però, non è chiusa: l’avvocato Barbara Garascia ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sulla norma che impedisce in maniera assoluta ai detenuti sottoposti al carcere duro di partecipare a questi programmi. Il divieto è stato introdotto nel 2024 con una modifica dell’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario. Secondo la difesa, la preclusione automatica contrasterebbe con la funzione rieducativa della pena e con il principio di uguaglianza perché non consente al giudice di valutare il percorso del singolo detenuto e la compatibilità con le esigenze di sicurezza. Nell’atto viene richiamata anche la riforma Cartabia, che aveva previsto l’accesso alla giustizia riparativa indipendentemente dal tipo e dalla gravità del reato. Per la difesa, il successivo divieto imposto ai detenuti al 41 bis avrebbe creato “una disparità irragionevole e trasformato la restrizione in una misura esclusivamente afflittiva”. La corte si è riservata di decidere se la questione debba essere trasmessa alla Corte costituzionale.

Il processo di appello scaturisce dall’inchiesta Xydi sulla riorganizzazione del mandamento mafioso di Canicattì, sui rapporti fra Cosa nostra e Stidda e sui contatti con l’allora latitante Matteo Messina Denaro. In primo grado Falsone è stato condannato a 22 anni, mentre ad Antonino Chiazza ne sono stati inflitti 29. L’udienza è stata rinviata al 30 ottobre. In quella data i giudici scioglieranno la riserva sulla questione costituzionale e, salvo un eventuale invio degli atti alla Consulta, emetteranno la sentenza.