sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Vittoria Dolci

 

www.clandestinoweb.com, 22 gennaio 2015

 

La piaga che da tempo affligge l'Italia in tema di carceri, quella relativa al sovraffollamento, sembra essere stata debellata, stando a quanto affermato dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando. "Siamo in una stagione cupa, nella quale la crisi economica fa crescere la paura e c'è chi utilizza la paura per comprimere i diritti.

Essere riusciti ad affrontare il tema del sovraffollamento "contromano" e già una conquista e un approdo importante", ha spiegato il Guardasigilli in aula al Senato nella sua replica al dibattito sulla relazione dell'amministrazione della giustizia. Intanto a commentare l'intervento che il ministro della Giustizia è il presidente dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura, Mirella Casiello, che attraverso una nota: "Importante il riconoscimento del ruolo dell'Avvocatura, ma molto c'è ancora da fare. Purtroppo, negli ultimi 20 anni, abbiamo assistito a causa di una visione distorta ed economicista della Giustizia a uno svilimento del ruolo dell'avvocato con gravi conseguenze per i cittadini si è addirittura teorizzato, di fatto, una giurisdizione di seria A per le imprese e una di serie B per tutti gli altri. Con questo ministro si è avviata un'inversione di rotta, ma ora è necessario proseguire con decisione tenendo la barra dritta su alcuni principi: universalità del sistema e modernizzazione della macchina giudiziaria".

In merito poi ai numeri sulle carceri italiane, Orlando ricorda che "al 31 dicembre del 2014 erano 53.623, un numero che si è stabilizzato negli ultimi mesi" e ha aggiunto come nel mese di dicembre del 2013 i detenuti "erano 62.536 e nel momento della condanna da parte dell'Europa 66 mila", sostenendo che tali risultati sono stati "ottenuti senza il ricorso a misure straordinarie come amnistia o indulto". Su questo punto interviene la segretaria di Radicali Italia, Rita Bernardini, che sulla propria pagina Facebook scrive: "Quel che non dice Orlando (e non solo lui) sulle carceri: i trattamenti inumani e degradanti sono cessati? Chi è stato sottoposto in passato a trattamenti che vanno sotto il titolo di tortura, ha la possibilità di essere risarcito come richiesto tassativamente dalla Corte di Strasburgo? Le risposte sono "no" e "no", in spregio al messaggio costituzionale di Napolitano. E la riforma della giustizia tanto proclamata, 'ndo sta?".