Askanews, 8 febbraio 2015
"La prescrizione gioca un ruolo centrale nella costruzione del sistema penale che noi vogliamo realizzare, tuttavia, per come se ne discute, spesso rivela la sua ambiguità come istituto chiamato alla fine a svolgere un ruolo di carattere processuale, un rimedio alle disfunzioni del processo".
L'ha detto il presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli, intervenendo a Palermo alla seconda giornata dell'inaugurazione dell'anno giudiziario degli avvocati penalisti. Sabelli ha citato delle rilevazioni statistiche in base alle quali "Oltre il 70% delle prescrizioni si determina nella fase delle indagini preliminari". "La prescrizione del reato non è un diritto dell'imputato che identifica momenti di patologia del sistema - ha aggiunto Sabelli.
Le inefficienze del processo andrebbero affrontate intervenendo sui meccanismi del processo e non affidandosi alla prescrizione che in sé non può essere mai un rimedio". "Bisognerebbe finalmente uscire da visione carcero-centrica che vede nella detenzione la sanzione privilegiata del sistema - ha concluso il presidente dell'Anm. Le sanzioni patrimoniali e interdittive possono essere soluzioni assai efficaci in molti casi".
Costa: 23mila casi di ingiusta detenzione dal 1991, risarcimenti per 600 mln di euro
"Dal 1991 ci sono stati 23mila casi di ingiusta detenzione con 600 milioni di euro di risarcimenti liquidati dallo Stato". A dirlo a Palermo è stato il viceministro della Giustizia, Enrico Costa, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario dell'Unione delle Camere penali. "Il pianeta carcere è un settore e un segmento fondamentale - ha aggiunto - Dovremmo, ogni volta che poniamo in essere una correzione del codice penale e di procedura penale, pensare agli effetti sul sistema carceri. Forse questa sensibilità è mancata in passato, ma è giunta a questo governo con diversi richiami".











