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di Silvia Barocci

 

Il Messaggero, 30 marzo 2015

 

Santi Consolo è il nuovo Capo dell'Amministrazione penitenziaria e, dal giorno in cui ha lasciato la procura generale di Caltanissetta per insediarsi al Dap, è alle prese con il piano di chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari. Che, per forza di cose, non potrà avvenire il 31 marzo prossimo.

 

Perché presidente? Si andrà a una proroga?

"No, la scadenza resta quella. Il ministero della Giustizia e il Dap sono già pronti a trasferire i circa 700 internati. Abbiamo inviato da tempo una lettera a tutti i presidenti di tribunale di sorveglianza per un nuovo esame sui dimissibili. Gli altri, invece, dovranno essere trasferiti dai sei Opg alle nuove strutture residenziali, le Rems".

 

Ma le Regioni sono pronte? Cosa vi hanno comunicato?

"A metà marzo ciascuna Regione, ad eccezione del Veneto, ci ha fornito un elenco ma non è completo ed è stato in parte già rivisto, perché in alcuni casi si stanno ipotizzando convenzioni con strutture private. Sempre che siano in grado di soddisfare i requisiti sanitari e di sicurezza richiesti".

 

Sembra che alla fatidica data di martedì 31 marzo cambierà poco o nulla.

"Lo ripeto: dovendo dare esecuzione a una norma, noi siamo pronti al trasferimento degli internati e a dare il supporto necessario alle Rems perché il loro sistema informatico di immatricolazione sia compatibile col nostro. Ma c'è da dire che la situazione nelle Regioni non è delle migliori, anche se in caso di inadempienze o ritardi rischiano di essere commissariate".

 

Da più parti, anche tra i magistrati, c'è chi si mostra scettico sui livelli di sicurezza delle nuove Rems. In fin dei conti si tratta sempre di malati psichiatrici che hanno commesso crimini efferati. Condivide il timore?

"Bisogna chiederlo a Ignazio Marino e ai padri di questa legge".

 

Par di capire che anche lei non sia convinto.

"In questi anni i nostri agenti di Polizia penitenziaria si sono adeguati con sacrificio a situazioni certamente difficili negli Opg e hanno maturato una professionalità non di poco conto al fianco del personale medico. Nelle Rems la sicurezza esterna sarà affidata alle prefetture che individueranno altre forze di polizia. All'interno, invece, ci saranno solo medici e infermieri. Mi chiedo se, di fronte all'aggressività di taluni internati, le Rems siano adeguatamente attrezzate".

 

Paura che qualcuno scappi?

"No, guardi, in genere i malati di mente non evadono. E se si allontanano il più delle volte tornano. Piuttosto mi pongo un altro problema".

 

Quale?

"Le nuove strutture, a differenza degli Opg, non avranno le sbarre. Ci si è chiesti cosa accadrebbe se, in un momento di crisi, uno degli internati nelle Rems decidesse di rompere il vetro di una finestra al quarto piano? I criteri di adeguatezza e di idoneità dovrebbero tener conto anche di questo".

 

Cosa ne farete dei vecchi Opg man mano che si svuotano?

"L'obiettivo è di trasferirvi col tempo detenuti in custodia attenuata da altre carceri. Sarà un processo graduale. Per questo li abbiamo ribattezzati Opg "a fisarmonica". Barcellona Pozzo di Gotto potrebbe ospitare circa 250 detenuti, Aversa e Napoli-Secondigliano altri 200, Reggio Emilia oltre un centinaio".