Asca, 20 febbraio 2015
"La Polizia penitenziaria è mortificata per quanto è successo e continueremo a muoverci su questa linea positiva: ho avviato una circolare che richiama tutti gli appartenenti al dipartimento ai doveri propri del Corpo e già oggi ho inviato una missiva per implementare e continuare l'attività di formazione sulla deontologia".
Il capo del Dap Santi Consolo ha spiegato di aver avuto "dal ministro Orlando vicinanza e attenzione su questo pettegolezzo squallido che ha fatto cambiare l'attenzione sul valore più grande che è la vita delle persone. Il Corpo della Polizia penitenziaria si è distinto per sensibilità, attenzione, sacrificio e vicinanza alle sofferenze dei detenuti".
"Il nostro Nucleo investigativo centrale - ha proseguito il capo del Dap - ha svolto subito un'attività di accertamento capillare individuando in breve tempo chi ha scritto quelle frasi. La Polizia penitenziaria è mortificata per quanto è successo e continueremo a muoverci su questa linea positiva: ho avviato una circolare che richiama tutti gli appartenenti al dipartimento ai doveri propri del Corpo e già oggi ho inviato una missiva per implementare e continuare l'attività di formazione sulla deontologia".
Santi Consolo ha infine chiarito che sui sedici presunti responsabili dei commenti su Facebook "sarà un organo alto a decidere le eventuali sanzioni disciplinari da erogare, una commissione disciplinare che si sta interessando del caso".
Saremo parte civile se individueranno reati
"Stamattina ho firmato 16 provvedimenti cautelari di sospensione e concordato con il direttore generale del personale l'avvio di procedimenti disciplinari" a carico degli appartenenti alla Polizia penitenziaria individuati come gli autori dei commenti su Facebook sul suicidio di un detenuto nel carcere di Opera.
Lo ha detto il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Santi Consolo, in una conferenza stampa al ministero della Giustizia con il ministro Orlando. Ricordando che si è trattato di "comportamenti isolati", Consolo ha anche reso noto di aver "trasmesso un corposo rapporto all'autorità giudiziaria, alla quale sono riservate le valutazioni: se si dovessero rilevare reati - ha sottolineato - questa amministrazione si costituirà parte civile per danno all'immagine. Ci sono dei limiti nel manifestare il proprio pensiero che discendono dal ruolo e dalle funzioni del Corpo: la Polizia penitenziaria deve svolgere i suoi compiti affinché il suo esempio eserciti un'influenza positiva su chi è chiamato a vigilare".
Uil-Pa: dubbi su tempistica Dap
Dopo i 16 provvedimenti cautelari di sospensione e l'avvio di procedimenti disciplinari decisi dal Dap a carico degli appartenenti alla Polizia penitenziaria individuati come gli autori dei commenti su Facebook sul suicidio di un detenuto nel carcere di Opera arrivano anche le prime reazioni delle organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria. L'Uil-Pa, uno dei sindacati della polizia penitenziaria, "condivide la necessità di provvedimenti esemplari nei confronti di chi si è reso responsabile di dichiarazioni che offendono la sensibilità, l'umanità e la professionalità di chi ogni giorno lavora per impedire il tracollo del sistema penitenziario salvando decine di vite" ma, allo stesso tempo, esprime "perplessità sulla tempistica di questi provvedimenti, che avrebbero potuto giungere al termine di un percorso disciplinare espletato con le modalità ordinarie".
"Se questa metodologia, però, adottata da parte del Dap è propedeutica a perseguire inefficienze e violazioni - afferma Eugenio Sarno, segretario nazionale Uil-Pa - ci aspettiamo nelle prossime ore sanzioni esemplari nei confronti dei detenuti che si sono resi responsabili di aggressioni in danno dei poliziotti e, soprattutto, nei confronti dei Dirigenti Generali, dei Direttori e dei Comandanti che certificatamente hanno violato norme contrattuali e regolamenti calpestando diritti soggettivi e contribuendo significativamente allo stato comatoso in cui versa il sistema penitenziario italiano".
Sappe: infangano Corpo, vanno cacciati
"Esultare ad un suicidio è quanto di più squallido e vergognoso ci possa essere. Dico all'amministrazione: senza indulgenze, perseguire queste persone e se è del caso, destituirle dal corpo". Così Donato Capece, del Sappe, il sindacato autonomo di Polizia penitenziaria, è intervenuto a Effetto Giorno, su Radio 24, in merito al caso degli insulti al detenuto morto suicida. "Non rappresentano la polizia penitenziaria e hanno gettato fango su migliaia di operatori che tutti i giorni salvano la vita a decine e decine di detenuti che tentano il suicidio. Se sono mele marce è giusto che vengano cacciati dal corpo. Senza pietà e senza indulgenze. Non sono degni di indossare l'uniforme della polizia penitenziaria. Noi in carcere rappresentiamo lo Stato, un suicidio in carcere è una sconfitta per lo Stato e una sconfitta per la polizia penitenziaria".
Osapp: provvedimenti Dap illegittimi
"Provvedimento illegittimi", perché "assunti con un giudizio sommario". Il segretario dell'Osapp, Leo Beneduci, pur giudicando "esecrabili" i post di alcuni agenti sulla pagina Facebook di un altro sindacato della Polizia penitenziaria sul suicidio di un detenuto romeno, ritiene che i provvedimenti di sospensione presi dal Dap siano "illegittimi" perché "non preceduti da un procedimento disciplinare secondo le regole"
Per Beneduci, i provvedimenti sono "indiscriminati" e decisi "da un'Amministrazione che si è rivelata fallimentare" in relazione ai problemi di organico della Polizia penitenziaria e alla situazione delle carceri che mutata negli anni.
Quelle degli agenti su Facebook sono "prese di posizione inaccettabili per chi indossa una divisa" ma "sarebbe anche il caso di affrontare, una buona volta, anche il disagio da cui nascono". Beneduci non ha risparmiato critiche al ministro della Giustizia Andrea Orlando con il quale in sindacati hanno avuto "un incontro di tre minuti". "Mi chiedo - ha concluso il segretario dell'Osapp - se si ricorda di essere anche il ministro della Polizia penitenziaria".
Fns-Cisl: provvedimenti Dap non ci convincono
"Riteniamo che l'incontro di oggi con il ministro della Giustizia Orlando sia stato tempestivo ed importante per la tutela e la salvaguardia di tutti coloro che si muovano all'interno delle carceri italiane, dai detenuti, al personale penitenziario, ma i provvedimenti presi dal Dap non ci convincono fino in fondo mancando ancora un'indagine della Procura della Repubblica sui tristi fatti verificatisi nel carcere di Opera". Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della Fns Cisl, la Federazione nazionale della Sicurezza della Cisl, Pompeo Mannone, commentando l'incontro di oggi tra sindacati della sicurezza e Ministro della Giustizia sul caso degli agenti della polizia penitenziaria che hanno esultato su Facebook per il suicidio di un detenuto. "Quanto accaduto in questi giorni, il caso del detenuto suicida e le frasi incaute di alcuni agenti di polizia penitenziaria - conclude Mannone - siano uno stimolo concreto che porti il Ministro ad affrontare una volta per tutte i problemi che riguardano ormai da tanto tempo, troppo, le carceri italiane e che in troppi fanno finta di non vedere".











