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di Damiano Aliprandi

 

Il Garantista, 10 marzo 2015

 

È di nuovo allarme per il numero di persone presenti nei penitenziari, i fatti smentiscono il Ministro Orlando. Continua nuovamente a crescere il numero dei detenuti nei nostri penitenziari. Un aumento che riguarda, in maniera significativa, il carcere viterbese.

Secondo i dati diffusi, aggiornati al 25 febbraio scorso e curati dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, il carcere della città dei papi passa dalle 382 alle 395 presenze. Proprio a Viterbo, oltre che a Regina Coeli (da 886 detenuti a 914) si è registrato il maggior aumento di reclusi dalle ultime rilevazioni del 25 febbraio scorso, a cura del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

Un vero e proprio campanello d'allarme che smentisce la fine dell'emergenza carceraria dichiarata dal guardasigilli Andrea Orlando. "In questo 2015 la tendenza registrata è quella di un piccolo ma costante aumento dei numeri", ha dichiarato il garante dei diritti dei detenuti della regione Lazio Angiolo Marroni. La nota del garante fa il punto sulle presenze nei 14 istituti penitenziari del Lazio.

Un report completo che mostra come, a Viterbo, siano momentaneamente presenti 22 detenuti in attesa di giudizio, 69 condannati non definitivi e 304 definitivi. Per un totale di 395. Secondo la nota del garante "il 5 marzo i reclusi presenti nei 14 istituti della regione erano 5728, 26 in più rispetto a dieci giorni fa 130 in più rispetto al 31 dicembre 2014. Anche se, rispetto a un anno fa, le presenza fanno registrare un meno 1150 (la rilevazione del 4 febbraio 2014 indicava, infatti, 6.856 presenze)". Ma per Marroni la novità più rilevante è un'altra: "Avevamo già segnalato questa inversione di tendenza dopo mesi ininterrotti di dati in calo.

Il fatto che i numeri crescano in maniera lenta ma costante può voler dire che le norme "svuota carceri" varate in questi anni dai diversi governi stanno perdendo la propria spinta propulsiva, ma anche che, probabilmente, si è arrivati a un limite fisiologico di presenze al di sotto del quale non si può scendere con questo tipo di legislazione".

La nota prosegue spiegando che "dall'Ufficio del garante fanno notare che i numeri sono lontani dalle medie di oltre settemila presenze registrate fino a due anni fa ma il sovraffollamento fa sempre segnare un più 600 presenze rispetto alla capienza regolamentare degli istituti regionali, fissata dal dipartimento a quota 5114. A livello nazionale, il Lazio si conferma al quarto posto nella graduatoria delle regioni italiane con il maggior numero di detenuti dietro Lombardia con 7.889 presenze, Campania con 7.327 e Sicilia con 5.895)".

Ma nel Lazio, secondo i dati disponibili, gli incrementi più significativi riguarderebbero soprattutto i detenuti in attesa di giudizio definitivo, come spiegato nella nota del garante: "Attualmente, sono 2218, il 38,72 per cento del totale, contro il 37,39 per cento di un mese e mezzo fa. Nel dettaglio, 1.036 sono i reclusi in attesa di giudizio di I grado, e 1.182 i condannati non definitivi". Anche nelle carceri della Sardegna il sovraffollamento è un problema nonostante i dati rassicuranti del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

A contestare i dati è Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo diritti riforme". "Le strutture penitenziarie di Iglesias (Cagliari) e Macomer (Nuoro), benché senza detenuti - afferma la Caligaris - risultano ancora operative. Lo si evince dai dati diffusi dal ministero relativi alla situazione delle carceri al 28 febbraio scorso dove vengono conteggiati, al fine di indicare la capienza regolamentare, sia i posti di "Bonu Trau" (46) sia quelli di "Sa Stoia" (62)". E spiega nel dettaglio: "La Sardegna registra attualmente la presenza di 1.834 detenuti (40 donne e 421 stranieri) con 2.774 posti regolamentari. Tuttavia la distribuzione delle persone private della libertà

- sottolinea la Caligaris - risulta disomogenea con una concentrazione negli Istituti di Oristano (285 detenuti, la maggior parte in regime di Alta Sicurezza, per 266 posti) e di Tempio Pausania (198 per 167) dove per far fronte al sovraffollamento è stato necessario introdurre la terza branda in diverse celle destinate a due persone.

In difficoltà anche Lanusei con 40 persone per 34 posti. Mentre la Casa Circondariale di Sassari-Bancali è al limite della capienza (331 detenuti per 363 posti). Un'eccedenza di disponibilità di spazi si registra nelle Colonie Penali (complessivamente tra Mamone, Isili e Is Arenas si tratta di 561 posti) e nella Casa di Reclusione di Alghero (67 detenuti per 158) dove però è in atto un progetto innovativo trattamentale per il reinserimento sociale dei condannati".

La presidente dell'associazione Sdr conclude: "Facendo un po' di conti, la Sardegna non sembra quella felice realtà che il Dipartimento rappresenta con i numeri.

È quindi opportuno un approfondimento sulle reali disponibilità e occorre fare chiarezza sul destino delle strutture penitenziarie di Macomer e Iglesias anche perché se come più volte ribadito dal Ministero devono restare chiuse non si comprende perché risultino disponibili 108 posti ormai cancellati". Il trend nazionale è decisamente negativo e si comincia di nuovo ad intravedere l'ombra della condanna - finora scampata - da parte della Corte europea di Strasburgo per le condizioni disumane e degradanti delle nostre patrie galere.