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Adnkronos, 19 marzo 2015

 

"Quello della custodia cautelare in carcere è un tema che ci sta a cuore e sul quale è in corso una riflessione in Parlamento" Lo ha detto il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, intervistato a Voci del Mattino, Radio1, commentando l'ultimo rapporto Antigone, in cui si indica che oltre un terzo della popolazione carceraria è composto da detenuti in attesa di giudizio, dato molto superiore alla media europea.

"In alcuni casi la carcerazione preventiva si rende necessaria per impedire la reiterazione del reato o il pericolo di fuga, però dobbiamo valutare con molta attenzione questo aspetto. Ad esempio lavorando sullo snellimento del processo penale, che consenta un più rapido approdo alla verità processuale, sia in caso di innocenza, sia di colpevolezza. Però, dobbiamo saper leggere bene i dati, perché non tutto il 35% dei detenuti italiani in regime di custodia cautelare è in attesa di giudizio".

"Sul sovraffollamento delle carceri questo governo ha ottenuto risultati importanti, come anche l'Europa ci ha riconosciuto. Siamo passati da 62 mila detenuti a poco più di 50 mila - ha detto Ferri - ora sono rispettati gli spazi minimi, 3 metri, previsti per ciascun detenuto. E adesso ci stiamo concentrando sul tema del recupero dei detenuti, evitando che ozino all'interno delle carceri e tenendoli impegnati in attività di istruzione, di cultura ma anche attività lavorative, che sostanzialmente consentirebbero al detenuto di pagarsi la detenzione con il proprio lavoro.

È giusto che alla ingente spesa che sostiene lo Stato per il sistema carcerario contribuisca anche il detenuto". C'è poi il tema dei detenuti extracomunitari, ha aggiunto Ferri, "per i quali stiamo lavorando affinché possano scontare la pena nei Paesi di provenienza, con un ulteriore alleggerimento del carico per i nostri istituti di pena. Inoltre, stiamo pensando una riforma per quanto riguarda i detenuti per reati legati alla tossicodipendenza. Puntiamo a inserirli in progetti realizzati all'interno delle comunità terapeutiche".

 

Detenuto lavori per pagare spese

 

"Sul sovraffollamento delle carceri questo governo ha ottenuto risultati importanti, come anche l'Europa ci ha riconosciuto. Siamo passati da 62 mila detenuti a poco più di 50 mila, ora sono rispettati gli spazi minimi, 3 metri, previsti per ciascun detenuto". Così il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, intervistato a Voci del Mattino, su Radio1.

"E adesso - ha aggiunto Ferri - ci stiamo concentrando sul tema del recupero dei detenuti, evitando che ozino all'interno delle carceri e tenendoli impegnati in attività di istruzione, di cultura ma anche attività lavorative, che sostanzialmente consentirebbero al detenuto di pagarsi la detenzione con il proprio lavoro.

È giusto, infatti, che alla ingente spesa che sostiene lo Stato per il sistema carcerario contribuisca anche il detenuto. C'è poi il tema dei detenuti extracomunitari. per i quali stiamo lavorando affinché possano scontare la pena nei Paesi di provenienza, con un ulteriore alleggerimento del carico per i nostri istituti di pena. Inoltre, stiamo pensando una riforma per quanto riguarda i detenuti per reati legati alla tossicodipendenza.