di Errico Novi
Il Garantista, 13 febbraio 2015
Il ministro Orlando e il Capo del Dap: non c'è più un solo detenuto con meno di tre metri quadri a disposizione. Bernardini: sul sito del ministero la tabella dice il contrario.
Se c'è un terreno aperto come una prateria per la propaganda di Lega e Cinque Stelle è quello della sicurezza. A cui è strettamente legato il problema carceri. Perciò il ministro della Giustizia Andrea Orlando, a cui compete l'amministrazione penitenziaria, si dibatte tra emergenze da risolvere e contropiede da non regalare agli avversari.
Così capita che il responsabile di Via Arenula enfatizzi con particolare cura i risultati ottenuti sul fronte del sovraffollamento. Sembrerebbe essere successo ieri, quando Orlando e il nuovo responsabile del Dap, Santi Consolo, hanno presentato gli ultimi dati sulla densità della popolazione carceraria. Molto confortanti, a quanto pare. "Da ieri sera nei 202 istituti italiani non abbiamo più nessun detenuto ristretto in spazi di meno di tre metri quadri: abbiamo aggiunto circa 2.000 posti, recuperati grazie al lavoro nelle strutture degli stessi detenuti".
Sarebbe un fatto epocale. Proprio a causa delle condizioni inumane e degradanti dei nostri carcerati, e in particolare per il fatto di tenerli ammassati in buchi al di sotto dei 3 metri quadri a testa, ci siamo beccati la storica sentenza Torreggiani. Se dunque le cifre diffuse ieri a via Arenula corrispondessero al vero, l'Italia avrebbe definitivamente regolato i suoi conti con i giudici di Strasburgo.
Ma l'annuncio di Orlando e Consolo è stato immediatamente contestato dalla segretaria di Radicali Italiani Rita Bernardini: "La moltiplicazione dei pani e dei pesci non è azione che appartiene agli umani, così come la moltiplicazione dei posti nelle infami carceri italiane non è nelle mani del Dap", attacca la leader radicale.
Che aggiunge: "Non so se il capo del Dap abbia fatto i conti tenendo sottocchio le planimetrie degli istituti penitenziari, quello che è certo è che a tutt'oggi in Italia ci sono almeno 70 istituti che, secondo i dati dello stesso Dap, hanno un sovraffollamento che va dal 130% al 210%". Bernardini allega una tabella: è quella messa on line dallo stesso ministero della Giustizia. Può darsi che la tabella non sia stata aggiornata.
O che Consolo e Orlando volessero in realtà intendere che ci sono 3 metri quadri per ogni detenuto secondo la media aritmetica, non in termini effettivi. Magari c'è chi sta più comodo e chi è ancora pigiato in condizioni da Terzo Mondo. Lo stesso Consolo fa capire di non poterlo escludere: "Se un direttore di un carcere non ha capito bene le cose e metterà un detenuto in una cella già occupata da 5 persone, 6 detenuti avranno meno di 3 metri quadri a disposizione. Si tratterà di un errore che subito sarà sanato. Se accadranno queste cose, avvierò procedimenti disciplinari".
Buonissima intenzione. Come pure va rilevato quanto dice Orlando, cioè che i 2.000 posti in più sono arrivati "grazie alla migliore utilizzazione degli spazi disponibili anziché con la costruzione di nuovi spazi, per i quali avremmo speso decine di milioni di euro". Positivo anche questo. Ma ora a Consolo toccherà accogliere l'invito di Bernardini, che gli propone di visitare insieme qualche penitenziario di quelli sopra la media dei 3 metri quadri. E magari qualche direttore si beccherà davvero un'azione disciplinare.









