di Liana Milella e Conchita Sannino
La Repubblica, 10 aprile 2022
Chiuso l’accordo definitivo sulla separazione delle funzioni e sulla legge elettorale: saranno sorteggiati i distretti di Corte di Appello da abbinare per comporre i collegi. La Lega chiede libertà di voto sugli emendamenti relativi ai quesiti referendari. Contrario il Pd.
Raggiunto l’accordo sul contenuto della riforma del Csm. Intesa sulla separazione delle funzioni e sulla legge elettorale con il sorteggio dei collegi. È durato oltre due ore il vertice sulla giustizia che è ripreso a mezzogiorno dopo lo stop imposto ieri sera da Matteo Salvini. Schiarita e contatti febbrili nella notte, e anche stamattina, soprattutto tra Lega e Forza Italia. Già dopo la prima mezz’ora dall’inizio del nuovo vertice online tra la Guardasigilli Marta Cartabia e le forze politiche della maggioranza, erano stati raggiunti i due significativi risultati.
Da registrare innanzitutto che all’incontro è stato di nuovo presente, per Italia viva, il deputato e tuttora magistrato in aspettativa Cosimo Maria Ferri, che ieri aveva abbandonato la riunione, sostenendo che Iv avrebbe comunque preteso di votare i suoi emendamenti in commissione e in aula, perché cosidera la riforma, così com’è adesso, un flop. Ma evidenti ordini dall’alto riportano Iv al tavolo con la Cartabia.
Ugualmente è tornata la Lega, dopo altrettanti contatti intensi tra la responsabile Giustizia Giulia Bongiorno e la stessa Cartabia. Mentre anche Forza Italia, con il capogruppo Pierantonio Zanettin, pur con molte perplessità tecniche sulla legge elettorale, ritiene che sia necessario andare avanti, in vista dell’aula della Camera fissata per il 19 aprile. E che altrimenti sarebbe a rischio.
Definitivo l’accordo sulla separazione delle funzioni tra giudice e pubblico ministero. Sarà possibile un solo passaggio da una funzione all’altra, entro i primi dieci anni di carriera. E libertà sempre invece di passare dal penale al civile. Si è sbloccata anche la trattativa sulla legge elettorale per eleggere i componenti togati del futuro Csm (si voterà a luglio per rinnovare quello attuale in scadenza). Verranno sorteggiati i distretti di Corte d’Appello da abbinare per comporre i collegi.
Solo una nuova frizione tra la Lega e il Pd. Perché il capogruppo del Carroccio Roberto Turri chiede piena libertà di voto sui propri emendamenti connessi al prossimo referendum sui quesiti della giustizia che si terrà il 12 giugno. Parliamo soprattutto di separazione delle funzioni e di responsabilità civile. Ma su questo c’è stata una netta contrarietà del Pd che, per bocca della responsabile Giustizia Anna Rossomando, ha contestato quella che, in aula, potrà apparire come una spaccatura della maggioranza.
“Se tutti i partiti pretendono di votare sulle proprie peculiarità rischia di saltare la stessa maggioranza”, dice il Pd. Ma la Lega insiste nel pretendere la libertà di voto per una coerenza con le proprie battaglie e con la raccolta di firme che è durata molti mesi.
Ad annunciare la chiusura dell’accordo è il sottosegretario alla Giustizia, di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto. Mentre a reagire per primo è Enrico Costa di Azione con un tweet: “Accordo fatto su riforma del Csm. Passano le nostre proposte. Fascicolo di performance del magistrato, sanzioni per chi viola presunzione d’innocenza e per chi arresta ingiustamente, stop alle porte girevoli, giro di vite sui fuori ruolo, un solo passaggio di funzioni in carriera”.
Ma proprio sul fascicolo della singola toga, da via Arenula, anche in replica all’intervista su Repubblica del presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia - “è uno strumento di controllo indebito che potrà intimorire i magistrati, inducendoli a essere conformisti e indifferenti alle istanze di giustizia” - le fonti vicine alla ministra Cartabia ci tengono a ribadire che il fascicolo del magistrato già esiste, per le valutazioni che si tengono ogni quattro anni, ma che non è assolutamente nelle mani del ministro.










