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di Vittorio Nuti


Il Sole 24 Ore, 17 aprile 2015

 

L'incontro con i Pg delle 26 Corti d'appello: primo passo un censimento distretto per distretto, poi l'estensione dei controlli con metal detector. No alle "improprie sindromi di assedio", sì a "scelte che tendano verso un equilibrio tra indispensabili misure di salvaguardia dei luoghi e della incolumità delle persone che accedono negli uffici giudiziari, e la necessità di contenere i disagi per l'utenza".

A dirlo è il ministro della Giustizia, che nel corso di due informative rese ieri prima al Senato poi alla Camera ha ricostruito la dinamica della strage che il 9 aprile ha insanguinato il palazzo di Giustizia di Milano. Confermando, a breve, il superamento del quadro normativo sulla sicurezza degli uffici giudiziari ("connotato da obiettivi profili di frammentarietà e disorganicità") che oggi vede competenze ripartite tra ministero (direttamente, solo sugli uffici di Roma e Napoli) e Comuni per quanto riguarda la gestione degli edifici (risorse

materiali, beni e servizi) e i Procuratori delle Corti d'appello cui è affidata l'adozione dei provvedimenti per assicurare la sicurezza interna delle strutture, in coordinamento con prefetti.

Da settembre, in base a quanto stabilito dall'ultima legge dì Stabilità, l'attuale modello di gestione datato 1941 verrà abbandonato, e il ministero avrà competenza diretta a tutti gli uffici giudiziari, e in particolare per quanto riguarda la forni tura di beni e servizi per la sicurezza. Su questo fronte, con riferimento ai fatti di Milano, non risultano comunque inadempienze o ritardi di via Arenula, dal momento che "ogni richiesta di autorizzazione" in relazione alle esigenze dì sicurezza del Palazzo di giustizia "è stata puntualmente evasa" e non risultano "richieste pendenti" da parte degli uffici.

Aggiornando il quadro delle inchieste in corso, che ancora non permettono di valutare le responsabilità penali per l'adeguatezza dei controlli e delle misure di sicurezza nei tribunali, il ministro ha poi confermato l'apertura da parte della Procura di Brescia, di un fascicolo per il delitto di omissione dì atti dì ufficio. L'indagine, a carico di ignoti, è "in relazione all'ipotesi che l'ingresso di persona illegalmente armata all'interno del Palazzo di giustizia milanese possa essere avvenuto in conseguenza della mancata, ovvero inadeguata, adozione di condotte doverose". Nel pomeriggio Orlando ha poi incontrato al ministero i Pg delle 26 Corti d'appello italiane per fare il punto sulla sicurezza. Tra le priorità, una semplificazione delle competenze e "una riflessione sulle modalità dì regolamentazione degli accessi e dell'utilizzo dei servizi di vigilanza". Primo passo: "Un censimento distretto per distretto".

Tra le indicazioni arrivate dai Pg il rafforzamento del servizio di sicurezza con l'impiego di Carabinieri e l'estensione dei controlli con metal detector a chiunque entri nei tribunali, compresi i Pg. Una misura, questa, adottata in molte sedi dopo i fatti di Milano, che a Napoli ha portato alla proclamazione dì uno sciopero delle udienze il 15,16 e 17 aprile da parte dell'Ordine degli avvocati per protesta contro il caos e le lunghe attese davanti agli Uffici giudiziari. Ieri il Garante per gli scioperi ha chiesto la revoca immediata dell'astensione per "violazione dell'obbligo del preavviso".