sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Sara Menafra

 

Il Messaggero, 8 marzo 2015

 

Tira un vento gelido nei rapporti tra Pd ed Area popolare dopo la rottura di metà settimana sui temi di prescrizione e corruzione. Ncd non sembra disposto a piegarsi, come ha fatto capire anche il ministro Angelino Alfano nell'intervista rilasciata ieri al Corriere della sera. L'obiettivo, ha detto, deve essere "superare quella parte del Pd che è conservatrice sul lavoro e giustizialista sulla giustizia".

La mediazione possibile si intravede già nelle sue parole: "Nel reato di corruzione per atto contrario a dovere d'ufficio la prescrizione è stata portata da 10 anni a 15 anni e mezzo. Il voto in commissione che abbiamo avversato l'ha fatta arrivare a 18 anni. Non è Renzi che ha voluto questo ulteriore innalzamento dei termini".

Insomma, alla Camera, e dunque per quel che riguarda la prescrizione, il Partito democratico potrebbe limare i tempi della prescrizione, di fatto tornando al testo precedente a quello votato mercoledì o quasi. L'emendamento della discordia, approvato mercoledì scorso, era passato con il parere favorevole del governo.

Quel testo prevede che per tre reati di corruzione si innalzi da un quarto alla metà il tempo da calcolare, in aggiunta al massimo della pena, per arrivare alla prescrizione del reato. A questo risultato va aggiunto un altro quarto. Una formula che sommata agli interventi sulla corruzione in elaborazione al Senato, potrebbero fermare la clessidra della prescrizione fino a 21 anni dopo il fatto. Partita difficile anche al Senato, dove la commissione Giustizia attende l'arrivo dell'emendamento Orlando sul falso in bilancio e l'approdo in Aula è già slittato di una settimana. Il testo del Guardasigilli al momento prevede la non punibilità per tenuità del fatto in alcuni casi specifici, la cui definizione potrebbe subire ulteriori aggiustamenti. C'è anche un problema di raccordo con le altre norme i n cantiere: la non punibilità per tenuità del fatto per i reati "minori" non è ancora diventata legge e dunque l'intervento sul falso in bilancio potrebbe dover essere ulteriormente chiarito.

Il rischio concreto però, è che l'emendamento non arrivi in tempo utile e che dopo mesi di lavori il testo arrivi in aula così com'era all'inizio e senza neppure la presentazione di un relatore (che al momento è Nico D'Ascola, Ncd). Spostare in avanti la data per iniziare in Aula l'esame del ddl corruzione è stato un modo per fissare "un paletto" in modo da consentire di arrivare con un testo base, ha spiegato ieri il presidente del Senato Pietro Grasso, autore del primo testo: "Spero che la Commissione possa finire il lavoro in tempi rapidi e possa portare in Aula il testo con il relatore".