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Ansa, 10 febbraio 2015

 

C'è un "evidente dualismo" tra Nicola Gratteri, "ministro ombra del governo Renzi", e il Guardasigilli Andrea Orlando, che "reca grave danno alla credibilità della Politica e all'autorevolezza del Ministro della giustizia".

A sostenerlo è l'Unione delle camere penali, che ritiene "difficile" "comprendere il doppio binario adottato dal presidente del Consiglio: "da una parte il Governo, attraverso il Ministro competente, propone alle Camere e al dibattito politico-giudiziario modifiche al codice penale e al codice di procedura penale; dall'altra Matteo Renzi ha affidato l'incarico al Procuratore Antimafia di redigere una propria versione della riforma della giustizia.

Una riforma da adottare, secondo il Dott. Gratteri, con decreto, benché il Ministro Orlando abbia giustamente ricordato, in conformità anche al dettato costituzionale, che le norme in materia penale debbono essere promulgate secondo il procedimento ordinario di approvazione della legge" Ma non è solo questione di metodo: "nel merito, il Procuratore Gratteri consegna alla politica una proposta che prevede aumenti di pena iperbolici, intercettazioni prolungate e all'estero, ausilio dei servizi segreti, forze dell'ordine legittimate a portare armi con matricola abrasa, estensione delle video conferenze a tutti i processi con detenuti, eccezioni preliminari da effettuarsi in anticipo rispetto alla prima udienza. Insomma una deriva autoritaria senza precedenti, che dovrebbe scavalcare anche il passaggio naturale per le Camere".

I penalisti spiegano nel dettaglio le ragioni del loro dissenso: "per gli aumenti di pena, la proposta si pone in contrasto anche con gli ammonimenti del Primo Presidente della Corte di Cassazione, Dott. Giorgio Santacroce, che in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario ha ricordato come l'aumento delle pene non costituisca un deterrente; per le intercettazioni si avverte sempre più l'esigenza di modificarne l'istituto in termini di maggiori garanzie; sull'ausilio dei servizi segreti e l'utilizzo di armi con matricola abrasa, inutile segnalarne la pericolosità, tanto è evidente; per le video conferenze si tratterebbe di una violazione eclatante alla possibilità di seguire il processo nelle forme ordinarie, che non ha alcuna giustificazione e che non porterebbe alcun risparmio; per le eccezioni da formulare prima di quando attualmente prevede il codice, si tratta di una violazione palese del diritto di difesa, in contrasto persino con ogni seria logica".