di Claudia Sparavigna
Roma, 24 gennaio 2015
"Mancano poco più di due mesi alla scadenza fissata per la chiusura definitiva degli Opg, Ospedali Psichiatrici Giudiziari, ma le Rems non decollano e non c'è nessun progetto". È questo l'allarme lanciato dall'Ispettore Ciro Auricchio, segretario regionale Ugl Polizia Penitenziaria della Campania. Nella nostra regione il problema della chiusura degli Opg non è di poco conto perché le due strutture regionali, quella di Napoli e quella di Aversa, ospitano circa 250 internati, provenienti non solo dalla Campania, ma anche da Lazio, Molise e Abruzzo, regioni che fanno riferimento a Napoli per gli Opg.
"Le leggi non sono cambiate - prosegue l'Ispettore Auricchio - quindi la Magistratura continua a mandare internati negli Opg, che alla data del 31 marzo dovrebbero cessare di esistere in favore delle residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria, di cui ancora non si sa nulla". Eppure, proprio nei giorni scorsi, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, è intervenuto alla Camera sollecitando tutti ad evitare ulteriori proroghe e ritardi nella chiusura degli Opg. D'altro canto, vista l'impreparazione ad affrontare il cambiamento, la Conferenza Stato Regioni vede la proroga come unica soluzione praticabile.
"Credo che per sistemare la situazione, visto che sono anni ormai che si va avanti di proroga in proroga - afferma l'Ispettore Auricchio - ci voglia un commissario ad acta che da Roma coordini la dismissione degli Opg. Per come stanno le cose adesso, si rischia di chiudere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari senza avere una valida alternativa, questo potrebbe portare all'utilizzo di strutture private come soluzione momentanea, e sappiamo cosa significa momentaneo in Italia. In strutture esterne non c'è la possibilità di sorvegliare gli internati e non c'è nemmeno l'ufficio matricole, dove c'è personale in grado di gestire gli incartamenti giuridici".
Il timore dell'Ispettore non è infondato, visto che per legge prosciolti e provvisori non possono essere detenuti nel circuito ordinario. Anche se con lentezza, i lavori per il superamento degli Opg proseguono. Il 22 gennaio, a Roma si è svolto l'incontro al Ministero della Salute con il Sottosegretario Vito De Filippo, Presidente dell'Organismo di coordinamento per il superamento degli Opg, per fare il punto della situazione. È emerso, come già nella relazione del 2014, che la maggior parte degli internati negli Opg può essere dimessa, per cui, se regioni, Asl e Magistratura riuscissero a lavorare di concerto, la data di dismissione degli Opg potrebbe anche essere rispettata, anche se le Rems non sono pronte, garantendo assistenza socio sanitaria sul territorio. Il problema, però, è che mentre nel resto del mondo la permanenza nelle Rems e il grado di sorveglianza sono dati dal grado di pericolosità della patologia dell'internato, in Italia la permanenza all'interno degli Opg e delle future Rems dipende dalla pena detentiva per il reato commesso, così che persone socialmente pericolose potrebbero tornare libere senza la predisposizione delle adeguate misure sanitarie.











