www.polpen.it, 8 febbraio 2015
Verranno soppressi diversi uffici dirigenziali, cominciando da due Direzioni Generali per finire ad alcuni Provveditorati: in effetti erano davvero troppi 16 Provveditorati regionali, tenuto conto del livello di dirigenza amministrativa generale. Ne resteranno 11 con accorpamenti che riguardano Lazio-Umbria-Molise, Toscana-Umbria, Puglia-Basilicata, Emilia-Marche, Piemonte-Liguria-Val d'Aosta, Veneto-Friuli Venezia Giulia-Trentino Alto Adige.
Il Dap avrà un Capo, un Vice Capo, una Direzione generale del Personale e delle Risorse, una Direzione generale della Formazione e una Direzione generale dei detenuti e del trattamento. Perde due Direzione generali: l'Esecuzione penale e Beni e Servizi.
I dirigenti amministrativi penitenziari, di livello generale e di istituto penitenziario, saranno poco più di trecento. Del resto molte delle funzioni ingiustificatamente svolte dalla dirigenza amministrativa penitenziaria sono di competenza della classe dirigente della Polizia Penitenziaria, che dovrà riappropriarsene.
Trecento dirigenti amministrativi penitenziari risultano anche in esubero se si considera che gli istituti penitenziari, per dirigere i quali sono stati assunti, sono poco più che duecento. È ora che di concorsi, personale, formazione, cerimoniale, disciplina, attività ispettiva, servizi operativi ed altro se ne occupi il personale della professionalità della Polizia Penitenziaria, inquadrato nei Ruoli Direttivi e degli Ispettori, che secondo molti oggi è svilito dalla gestione amministrativa della dirigenza del Comparto ministeri che pretende di monopolizzare la gestione di un Corpo di Polizia dello Stato di cui non fa parte.
Rimane sempre il nodo però che vede la Polizia Penitenziaria in attesa di unificarsi alla Polizia di Stato, destino già previsti per il Corpo Forestale dello Stato.











