Il Messaggero, 4 maggio 2020
Una cabina di regia anche per la ripresa della giustizia. "Nelle prime settimane e nei primi mesi successivi alla cessazione del lockdown sociale (4 maggio) e giudiziario (11 maggio), serve un radicale ripensamento dell'organizzazione del lavoro, della logistica degli spazi di lavoro e delle dinamiche di movimento all'interno degli Uffici".
Una circolare appena uscita del capo dipartimento del Ministero della Giustizia Barbara Fabbrini, ripensa completamente la vita nel mondo giudiziario, fornendo una sorta di "cassetta degli attrezzi", cui attenersi attraverso il varo di linee guida.
E il protocollo di interlocuzione istituzionale, specie nelle sedi più grandi, è funzionale a un raccordo rispetto alle "divergenti indicazioni in sede regionale, spesso più restrittive di quelle nazionali che consigliano un serio confronto con l'Autorità sanitaria locale".
Nella prima fase di avvio della fase 2, sono prescritte: limitazione dell'accesso del pubblico agli uffici giudiziari, salvo che per le attività urgenti; limitazione dell'orario di apertura al pubblico degli uffici; regolamentazione dell'accesso ai servizi, previa prenotazione, anche tramite mezzi di comunicazione telefonica o telematica.
Previste misure logistiche con percorsi dell'utenza, differenziando entrata e uscita, chiudendo alcuni accessi. Necessario provvedere al distanziamento sociale, anche attraverso una rimodulazione degli spazi di lavoro con uso di mascherine e guanti. Nei termini in cui sarà possibile la giustizia vuol proseguire con il lavoro agile, combinandolo con orari flessibili, turnazioni, orari multi-periodali, rotazione dei servizi.










