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di Liana Milella


La Repubblica, 21 luglio 2021

 

Via libera a Montecitorio alla firma digitale per i referendum. Stanotte all'1 e trenta, all'unanimità, le commissioni Affari costituzionali e Ambiente della Camera hanno approvato l'emendamento di Riccardo Magi, che domenica è stato eletto presidente del gruppo Più Europa, e di tutti i gruppi. A sottoscriverlo è stato anche il presidente della prima commissione Giuseppe Brescia di M5S. Parere positivo del ministro per l'Innovazione tecnologica Vittorio Colao, mentre da via Arenula la Giustizia aveva espresso un parere negativo.

Il decreto Semplificazioni, su cui il governo è gia andato sotto due volte in commissione, scade il 30 luglio, e già questa settimana è in aula alla Camera per passare subito al Senato in tempo utile. Quindi la "firma elettronica qualificata" entra in vigore immediatamente perché nel testo c'è la norma transitoria che consente ai promotori dei referendum di raccogliere le firme, anche prima che sia realizzata la piattaforma digitale dal governo, usando un servizio certificato offerto dai gestori accreditati presso Agid.

Magi, in un post su Facebook, parla di "una piccola grande rivoluzione a favore dei diritti politici dei cittadini". Definisce il voto sulla firma digitale "una bella pagina per il Parlamento". E ringrazia i 25 militanti che avevano già iniziato il digiuno per ottenere la firma. Da lui ovviamente un grazie a tutti i colleghi parlamentari che hanno votato a favore, e anche all'associazione Luca Coscioni che si è battuta per lo stesso scopo per il suo referendum sull'eutanasia.

La norma transitoria del decreto precisa che la firma nei fatti può entrare in vigore subito, prima che sia realizzata la piattaforma digitale dal governo: "I promotori della raccolta predispongono un documento informatico che, a seconda delle finalità della raccolta, consente l'acquisizione del nome, del cognome, del luogo e della data di nascita del sottoscrittore e il Comune nelle cui liste elettorali questi è iscritto ovvero, per i cittadini italiani residenti all'estero, la loro iscrizione nelle liste elettorali dell'anagrafe unica dei cittadini italiani residenti all'estero. Le firme elettroniche qualificate raccolte non sono soggette all'autenticazione". Quindi, a questo punto, per i sei referendum sulla giustizia dei Radicali e di Salvini, già giunto a 300mila firme, e per quello sull'eutanasia che è a quota 100mila, dovranno essere i promotori a far partire anche il sistema operativo per la raccolta digitale.

Molto soddisfatta l'Associazione Luca Coscioni che sta raccogliendo le firme per il referendum sull'eutanasia e annuncia che "la piattaforma che permetterà la firma digitale è già in fase di realizzazione e sarà attiva entro agosto". Marco Cappato, il tesoriere della Coscioni, commenta così il risultato raggiunto: "In attesa del voto in aula, è stato segnato un traguardo storico sui diritti politici e digitali dei cittadini. Grazie a Magi e ai deputati che non hanno subito il parere burocraticamente negativo del governo. Raccogliere le firme digitalmente significa consentire a tutti di poter esercitare i loro diritti politici. Sulle restrizioni tuttora in vigore per le firme cartacee c'è ancora strada da fare, ma intanto è stato segnato un traguardo storico per la democrazia italiana".