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di Mattia Feltri

La Stampa, 13 maggio 2026

È difficile trovare le parole per definire le basi culturali di un Governo che ritiene sia giusto negare la musica e la lettura a un detenuto in isolamento, difficile perché sono basi culturali che poggiano sul nulla: sono assenza di pensiero. Nel frattempo - forse ci siamo un po’ distratti, di sicuro mi sono distratto io - qualche giorno fa è stato confermato il 41bis, il carcere duro, per Alfredo Cospito. Anarchico, condannato per reati gravi, fra cui la tentata strage, è al carcere duro dal maggio del 2022 e ci resterà almeno fino al maggio 2028; e carcere duro significa isolamento, un solo colloquio al mese e di una sola ora coi parenti, controllo della corrispondenza, sorveglianza ventiquattro ore al giorno.

Ma la notizia interessante è un’altra ancora. Cospito ha chiesto il permesso di acquistare quattro libri e un cd. I libri sono L’incubo di Hill House, romanzo gotico di Shirley Jackson; Dio gioca a dadi con il mondo, saggio sulla meccanica quantistica di Giuseppe Mussardo; Gli altri figli di Dio, storia delle eresie cristiane di Catherine Nixey; Ghost Story, racconti di spettri di Peter Straub.

Il cd è Who Let the Dogs Out, delle Lambrini Girls, gruppo punk-rock di Brighton. Il magistrato di sorveglianza ha detto sì ma ora è tutto fermo perché il ministero della Giustizia, ministro Carlo Nordio, si è opposto e ha chiesto alla Cassazione di negare l’assenso. Il carcere duro, sostiene il ministero, serve per evitare contatti con l’esterno e quindi dall’esterno non deve arrivare nulla di nulla: inutile prendersi rischi. Ora vedremo come deciderà la Cassazione, ma intanto è difficile trovare le parole per definire le basi culturali di un Governo che ritiene sia giusto negare la musica e la lettura a un detenuto in isolamento, difficile perché sono basi culturali che poggiano sul nulla: sono assenza di pensiero.