di Francesco Grignetti e Paolo Colonnello
La Stampa, 9 settembre 2020
I magistrati: "La ministra Lamorgese ha ragione, riduttivo parlare di infiltrazioni". Ora preoccupano i porti. Tempi di lockdown, qualche mese fa. A Milano un gruppo di investigatori fa il lavoro di sempre: intercettano i mafiosi calabresi che si sono insediati al Nord. Scoprono così una delle operazioni sporche della 'ndrangheta.
Gli indagati hanno appena comprato una società uninominale e immediatamente dopo hanno deliberato un aumento di capitale: da 500 euro si passa a 1 milione di euro. Hanno una gran fretta perché un Dpcm ha appena stabilito che gli aumenti di capitale godono di sgravi fiscali: in pratica, la nuova società parte con un ricco credito d'imposta che poi verrà ceduto a terzi. Per farla ancora più sporca, non vengono versati soldi freschi ma titoli obbligazionari di una società statunitense, quotati su un mercato secondario. Titolo farlocco, ma riciclaggio vero. Verissimo.
"In tutta evidenza è un imbroglio - racconta Alessandra Dolci, coordinatrice della Distrettuale antimafia della procura di Milano - che ci racconta quanto siano fulminei i clan nel cogliere le opportunità. Hanno avuto l'aiuto di abili commercialisti e di un notaio compiacente".
Dei bravi professionisti stanno con loro. È riduttivo, insomma, parlare di "infiltrazione" mafiosa nell'economia. È molto peggio. Denuncia sempre Dolci: "Infiltrazione dà l'idea di qualcosa di malvagio che si inserisce in un tessuto sano. Bene, non è così. Purtroppo abbiamo avuto modo di constatare che il tessuto sano lombardo non esiste più. Parlo del sistema delle imprese, e dei professionisti. In parte, anche del mondo politico. Devo dire che 8 volte su 10 è l'imprenditore lombardo che va a chiedere il servizio della 'ndrangheta".
E come diceva due giorni fa la ministra Luciana Lamorgese, "molte aziende, anche medio-grandi, tendono a sfruttare questo momento, ricorrendo ai fondi distribuiti dalla mafia, anche per far fuori aziende antagoniste e creando però incidenti gravi di percorso, perché alla fine si grava sull'economia legale di mercato".
All'altro capo della penisola annuisce Nicola Gratteri, procuratore a Catanzaro: "Ciò che dice il ministro Lamorgese è serio e sensato, ed è credibile ciò che emerge dal loro monitoraggio". È una storia vecchia. "Le mafie sono presenti dove c'è da gestire denaro e potere, quindi perché questa volta non dovrebbero essere interessate ai soldi pubblici? Occorre una modifica seria alle norme per far sì che diventi non conveniente delinquere".
L'arrembaggio delle mafie al Nord è documentato da almeno 10 anni. Secondo l'ultimo rapporto della Direzione investigativa Antimafia, la 'ndrangheta calabrese ha ormai colonizzato le regioni settentrionali: sono 25 le "locali", cioè i sotto clan autonomi, in Lombardia; 14 in Piemonte; 3 in Liguria; 1 in Valle d'Aosta.
Il 25 gennaio 2020, la prima sentenza del Tribunale di Venezia ha condannato per associazione mafiosa e estorsione cinque appartenenti ad una stessa famiglia affiliata alla cosca di 'ndrangheta Dragone. È una prima volta per le province di Verona e Vicenza. E poche settimane fa, una nuova operazione di polizia, "Isola scaligera", ha fatto scoprire l'esistenza di un'altra "locale" a Verona.
Nessuna regione è indenne. In Liguria, in un anno, l'eroina sequestrata è cresciuta del +2.298%. Per i clan calabresi non c'è più solo Gioia Tauro; anche i porti liguri sono usati ora per importare stupefacenti.
E si tiene d'occhio il porto di Trieste. Secondo il professor Antonio Nicaso, considerato uno dei massimi esperti di criminalità organizzata, il fatturato della 'ndrangheta sarebbe pari a 55 miliardi di euro all'anno solo in Italia di cui 44 miliardi realizzati "al Nord". E questa montagna di soldi fa gola anche a imprenditori insospettabili.
"L'obiettivo primario al Nord - conclude Alessandra Dolci - è mostrare una mafia buona che dà lavoro e fa girare il contante. E questo è un aspetto molto appetibile per molti "imprenditori" nostrani. Alcuni ci vanno a cena. Non sarà reato, ma permettetemi di dire che è davvero disdicevole".










