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di Carmelo Musumeci

 

Ristretti Orizzonti, 21 marzo 2015

 

"Gli ergastolani sono sciolti da tutti i problemi meno da uno solo, quello di essere ancora vivi". (Diario di un ergastolano: carmelomusumeci.com).

 

Prima parte

 

Un po' di storia: gli Stati Generali era un organo di rappresentazione nazionale esistente in Francia prima del 1789, con il compito di approvare la politica tributaria del re. Luigi XVI vi fece appello per affrontare la crisi finanziaria che stava paralizzando la Francia, dando così inizio alla Rivoluzione francese.

E quando il nostro Ministro della Giustizia Orlando ha annunciato la convocazione degli Stati Generali sul carcere e sulla pena, ho pensato che questa sarebbe stata l'occasione per portare finalmente la legalità e la nostra Carta Costituzionale in galera.

I giornalisti detenuti volontari della Redazione di Ristretti Orizzonti si sono subito entusiasmati di questa convocazione e ci siamo detti: finalmente un ministro della giustizia rivoluzionario. L'entusiasmo però sta un po' scemando, perché nonostante ci siamo subito messi pubblicamente a disposizione per dare una mano e per rappresentare le ragioni dei detenuti delle nostre Patrie Galere, il ministro non ha ancora ufficializzato il coinvolgimento delle persone detenute e abbiamo paura che abbia anche ripensato all'idea di fare gli Stati Generali.

Oggi nella riunione redazionale che facciamo tutti i giorni abbiamo discusso cosa fare di tutte queste testimonianze, contributi e pareri che abbiamo già raccolto dai detenuti per gli Stati Generali, se questi non si faranno mai (dei politici i prigionieri hanno imparato a non fidarsi). Nella mia ingenuità ho pensato di farci gli Stati Generali da soli pubblicando sulla Rassegna Stampa di "Ristretti Orizzonti" tutte le testimonianze che ci sono arrivate da molte carceri d'Italia. Ed eccovi le prime.

 

Carmelo, io non so neppure che c. siano gli Stati Generali, ma ti posso dire che ieri sera ci siamo messi d'accordo per fare una partita di pallone (tre contro tre) al passeggio grande. E questa mattina le guardie ci hanno creato difficoltà perché dicono che hanno l'ordine di non farci giocare a pallone. Per certi nostri presunti educatori, che hanno la cultura della punizione, il carcere non basta, per loro il carcere deve essere un inferno e qui nella sezione dell'Alta Sicurezza ci proibiscono persino di tirare due calci ad un pallone.

Poi l'altro giorno ho ricevuto una agenda che mi ha mandato mia figlia e c'era inserita una graziosa penna che mi hanno sequestrato perché di metallo e questi tipi di oggetti non passano per l'eventualità che ci si possa fare dei coltelli. E quando mia figlia mi manda qualcosa e non la posso avere mi danno l'anima.

 

Carmelo, ieri è venuto a trovarmi nella mia cella un parlamentare, simpatico e solare. Mi ha trasmesso la sua solidarietà per la battaglia che sto portando avanti per essere trasferito. Il direttore come al solito ha perso una buona occasione per stare zitto giustificando il mancato trasferimento perché sono pericoloso. Non capisce o non vuole capire che bisognerebbe mettere sullo stesso piano sicurezza e "rieducazione" come d'altronde la legge vuole.

Ho ricevuto la circolare del Dap sui trasferimenti che mi hai mandato ed ho fatto subito la richiesta per essere mandato in un carcere vicino a casa, ma non mi hanno ancora risposto. E sono otto mesi che non vedo mia moglie e non capisco cosa stanno ancora aspettando ad applicarmi il diritto della territorialità della pena. Ti confido che ho una grande voglia di prendere carta e penna per mandare a quel paese le anime nere del Ministero di Giustizia e non è detto che non lo farò. Mi raccomando se fate gli Stati Generali nel carcere di Padova parlate che non ci concedono i trasferimenti vicino alle nostre famiglie e che persino neppure ci rispondano.