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iltelegrafolivorno.it, 8 aprile 2020


Con i soldi raccolti acquistati generi di prima necessità prodotti sull'isola dai carcerati. Detenuti, operatori della polizia penitenziarie e i pochi abitanti dell'isola di Gorgona hanno fatto la colletta per l'acquisto di generi alimentari prodotti sull'isola negli allevamenti e negli orti che gestiscono i detenuti, ma che appartengono allo Stato.

Tutti questi beni di prima necessità sono stati portati a Livorno questa mattina a bordo della motovedetta della polizia penitenziaria. A riceverli in porto la direttrice di Caritas suor Raffaella Spiezie. Sono stati donati uova, formaggi e ortaggi. Tutto finirà sulle tavole delle mense Caritas (due) che stanno lavorando a pieno regime anche in questo momento drammatico per l'emergenza coronavirus. Le mense producono anche pasti che vengono a che portati a casa.

"Dopo questo primo intervento - annuncia il direttore della colonia penale di Gorgona e del carcere Le Sughere di Livorno Carlo Alberto Mazzerbo - un'ulteriore iniziativa per la Comunità di Sant'Egidio con cui collaboriamo da anni nel carcere delle Sughere. I prodotti, sempre di Gorgona, saranno destinati a Sant'Egidio, ma la colletta è in via di definizione".

"Un gesto solidale - conclude Mazzerbo - per essere vicini a chi è in difficoltà in questo momento drammatico". "Sono aumentati gli utenti delle mense, - riferisce suo Raffaella - a causa delle conseguenze dell'epidemia da Coronavirus che sta paralizzando il mondo del lavoro. Sono aumentati così i pasti a domicilio e i pacchi alimentari per i quali sono sempre più numerose le famiglie livornesi che ne hanno necessità. Diamo 50 pacchi al giorno e prepariamo 300 pasti al giorno, diamo contributi per affitti e utenze. I bisogni sono cresciuti e li possiamo soddisfare grazie alle tante donazioni di singoli, negozi, enti e associazioni".