rainews.it, 23 giugno 2019
Il cardinale Simoni ha visitato il carcere e ha consegnato la lettera del Pontefice. "Tutti noi facciamo sbagli nella vita e tutti siamo peccatori. E tutti noi chiediamo perdono di questi sbagli e facciamo un cammino di reinserimento, per non sbagliare più. Quando andiamo a chiedere perdono al Signore, Lui ci perdona sempre, non si stanca mai di perdonare e di risollevarci dalla polvere dei nostri peccati".
Lo scrive Papa Francesco in una lettera inviata ai carcerati dell'isola della Gorgona (Livorno) spiegando di conoscere "la situazione non sempre facile delle carceri, pertanto non manco di esortare sempre le comunità ecclesiali locali a manifestare concretamente la vicinanza materna della Chiesa in questi luoghi di dolore e redenzione".
Da parte mia, vi incoraggio a guardare al futuro con fiducia, proseguendo con il prezioso aiuto del vostro cappellano e degli altri educatori il percorso di cambiamento e di rinnovamento interiore, sostenuti dalla fede e dalla speranza che il Signore, ricco di misericordia, ci è sempre accanto", prosegue il Papa nella lettera che si chiude con i suoi "cordiali e affettuosi saluti. Vi sento vicini nella preghiera e vi affido alla materna protezione della Madonna e mi compiaccio per l'impegno di tante persone che a Gorgona sono al vostro fianco ed operano a vostro conforto e sostegno".
La lettera del Pontefice è stata consegnata dal cardinale Ernest Simoni che ha visitato il carcere e celebrato la messa a cui hanno partecipato gli agenti della polizia, i carcerati e gli abitanti dell'Isola. Simoni ha poi raccontato gli oltre 20 anni di prigionia e lavori forzati in miniera trascorsi da lui perseguitato in Albania dal regime comunista di Hoxha. Attualmente l'isola-carcere ospita circa 90 detenuti e 50 agenti di polizia penitenziaria.









