di Gabriele Nuti
La Nazione, 4 ottobre 2026
I giovani che si preparano al sacerdozio con la Famiglia del Cuore Immacolato di Maria sono rimasti sette giorni. In 300 alla processione. Obiettivo: consegnarsi all’altro, attraverso la vicinanza e il senso di carità. L’incontro in mezzo al mare. Un gruppo di seminaristi della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria è rimasto una settimana alla Gorgona insieme ai detenuti. “L’iniziativa ha visto protagonisti la direzione della casa di reclusione Livorno Gorgona, in testa la direttrice dell’istituto Maria Grazia Gianpiccolo e la Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, movimento ecclesiale che si ispira al messaggio rivelato a Fatima nel 1917 dalla Vergine Maria e che si manifesta attraverso le opere del Movimento presenti in Italia, Europa e Sudamerica”, si legge in una nota. L’idea è partita da padre Andrea Matteucci, responsabile regionale dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, che svolge la sua missione pastorale a Cerretti, nel comune di Santa Maria a Monte e che ha come punto di riferimento anche l’Opera di Montignoso, nel comune di Gambassi Terme.
“I seminaristi, guidati dal responsabile della formazione, hanno interagito con i detenuti secondo le linee di attività preventivamente concordate con la direzione e incentrate sull’obiettivo di ‘consegnarsi all’altro’, attraverso l’incontro, la vicinanza, l’ascolto e il senso di carità, quali forme di espressione del rispetto verso la dignità umana e quale manifestazione delle opere di misericordia - spiega ancora la nota - I detenuti hanno accolto molto positivamente l’iniziativa e i seminaristi non hanno lesinato loro tutte le attenzioni che ognuno cercava, attraverso l’ascolto, la preghiera o quale rifugio di fronte alla solitudine e all’ansia della loro condizione”. Circa 300 persone, anche da Montignoso e Gambassi, hanno raggiunto l’isola di Gorgona e partecipato alla processione conclusiva con la statua della Madonna portata dai detenuti.









