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di Maurizio Mervar

rainews.it, 22 settembre 2024

Il carcere di Gorizia ha aperto i suoi spazi al pubblico per il Festival “Se io fossi Caino”. Un gruppo di detenuti ha sviluppato un percorso di crescita personale attraverso il teatro. Foglie d’albero per ascoltare la voce della natura e ritrovare in essa l’energia che illumina l’animo umano, il proprio animo scosso dalle tempeste della vita. E così la casa circondariale Angiolo Bigazzi di Gorizia è diventata palcoscenico di speranza per coloro che dopo aver sbagliato vogliono guardare avanti con l’aiuto della compagnia teatrale Fierascena ed il sostegno della Caritas di Gorizia.

Elisa Menon, Regista: “Lo spettacolo si intitola “Effetto bosco”, sono persone che attraversano un momento di difficoltà e si impegnano in un laboratorio teatrale che le mette alla prova, che chiede loro di affrontare una trasformazione e di aprirsi a se stessi e all’altro.”

Caterina Leva, Direttrice Casa circondariale di Gorizia: “Si tratta dell’esito visibile di un percorso che in realtà dura da un anno. Dobbiamo moltissimo a professionisti come Elisa che con impegno, dedizione, empatia cercano di tirare fuori il meglio dai ristretti che non senza riserve, devo ammetterlo almeno all’inizio, si sono messi in gioco. Il teatro è sicuramente uno strumento attraverso il quale è possibile toccare con mano la concretizzazione del percorso di reinserimento e di socializzazione che i detenuti intraprendono volontariamente all’interno dell’Istituto Penitenziario”

Seguono voci delle spettatrici e degli spettatori.