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La Repubblica, 16 agosto 2020

 

Ieri in serata, dopo un tentativo di fuga è stato appiccato il fuoco a materassi e altri oggetti. In un video la repressione della rivolta. Nel Centro morto lo scorso gennaio un migrante georgiano.

Tre migranti di nazionalità tunisina trattenuti nel Cpr di Gradisca d'Isonzo (Gorizia) sono stati arrestati dalla Polizia dopo i disordini di ieri sera all'interno della struttura. Dovranno rispondere di lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e danneggiamento a seguito di incendio. Secondo una ricostruzione, ieri sera all'interno del Centro di permanenza per il rimpatrio c'è stato un tentativo di fuga da parte di un gruppo di ospiti e sono stati appiccati incendi a materassi e altri oggetti. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine, con i vigili del fuoco, per bloccare la rivolta e mettere in sicurezza gli ospiti dalle fiamme.

Un carabiniere, durante un momento di tensione, è stato raggiunto da un pezzo di plexiglass andato in frantumi ed è rimasto lievemente ferito al capo. Portato in ospedale è stato giudicato guaribile in alcuni giorni. Non risulterebbero feriti tra i migranti. Sulla rivolta è stato diffuso un video in cui si vede l'intervento delle forze dell'ordine. Le fonti ufficiali non hanno dato notizia di feriti tra gli ospiti del Centro.

All'interno del Cpr al momento si trovano circa 75 persone. I tre cittadini tunisini arrestati sono stati portati nel carcere di Gorizia. Il Cpr è al centro di un'inchiesta per omicidio volontario in seguito alla morte, avvenuta lo scorso gennaio, di un migrante di origine georgiana. Il parlamentare di Europa+, Riccardo Magi, a proposito del Cpr nell'Isontino aveva parlato di "situazione fuori controllo". Non è infatti la prima volta che nel Centro di permanenza si verificano disordini e rivolte, e da più parti arrivano denunce di maltrattamenti e violazioni dei diritti umani.