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di Enrico Franceschini

 

La Repubblica, 8 gennaio 2021

 

All'esame dei Comuni una legge che regolamenta e allarga l'utilizzo di minorenni in operazioni "coperte" contro prostituzione, traffico di droga e gang giovanili. I membri della Camea alta hanno già annunciato opposizione, insieme a molte ong per la protezione dei diritti dell'infanzia. Bambini usati come spie. Non è un gioco di società ispirato dai film di James Bond. È una legge in discussione al Parlamento britannico, che permette a una ventina di agenzie governative di utilizzare minorenni come informatori per combattere traffico di droga, abusi sessuali e gang giovanili. Un'iniziativa contro cui combattono da anni le associazioni per la difesa dei diritti umani dell'infanzia, ma che per ora continua ad andare avanti.

La pratica di ricorrere a ragazzi di 16 anni o anche più giovani per infiltrare organizzazioni criminali è in realtà già in uso in Gran Bretagna. Ma il Covert Intelligence Bill, come si chiama il provvedimento all'esame della Camera dei Comuni, la regolamenta ulteriormente allargandone l'uso a varie branche delle forze dell'ordine e delle agenzie di antiterrorismo. La nuova legislazione si occupa di tutte le attività "sotto copertura", dunque basate su infiltrati, informatori e spie. E in tale ambito la guida pubblicata nei giorni scorsi dal governo, come scrive stamane il Daily Telegraph, conferma che l'utilizzo di persone al di sotto dei 18 anni verrebbe considerato legale per operazioni di questo tipo.

La Camera dei Lord ha già annunciato una strenua opposizione alla risoluzione, che anche se approvata dalla Camera bassa porterà perciò a un "ping-pong" legislativo, come si dice in gergo, alla ricerca di un compromesso. I deputati dei Comuni hanno l'ultima parola, ma su una materia delicata come l'arruolamento di adolescenti nel ruolo di agenti segreti è probabile che non sarà facile aggirare il parere negativo dei Lord, tra i quali il governo non ha la maggioranza.

In un ricorso all'Alta Corte di Giustizia lo scorso anno, l'associazione Just for Kids Law ha rivelato il caso di una ragazza di 17 anni reclutata dalla polizia per spiare un uomo che la abusava sessualmente e la costringeva a prostituirsi. "La giustificazione data dalle autorità è che bambini o comunque minorenni hanno più possibilità di essere testimoni di un crimine e dunque, grazie a un'azione sotto copertura, possono aiutare la forza pubblica a raccogliere prove per un'incriminazione", spiega Caoilfhionn Gallagger, l'avvocato che ha rappresentato Just for Kids Law nel giudizio. "Ma costringere un giovane a svolgere un compito clandestino in prossimità di gravi crimini è in antitesi con l'esigenza di proteggere la sicurezza dei minori".

Il rischio di diventare bersaglio di violenze, se scoperti, è infatti altissimo, affermano i difensori dei diritti umani, citando esempi in cui bambini o adolescenti di ambo i sessi sono stati perseguitati da racket della prostituzione, trafficanti di droga o gang giovanili perché sospettati di lavorare come spie per la polizia.

Secondo cifre rivelate da una commissione d'inchiesta parlamentare, in Inghilterra dal 2015 ad oggi sono stati reclutati 17 bambini da agenzie di intelligence per operazioni sotto copertura. I poteri invocati per il loro utilizzo esistono da due decenni, ma sono venuti alla luce soltanto nel 2019 quando la commissione intelligence della Camera dei Lord ha dato l'allarme. I legali di Just for Kids sostengono che l'esistente legge sui diritti umani e la Convenzione dell'Onu sui diritti dell'infanzia proibiscono ogni pratica di questo genere.