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di Ilaria Li Vigni

Italia Oggi, 23 luglio 2024

Deve certificare i redditi prodotti all’estero lo straniero che intende avvalersi del gratuito patrocinio in Italia. Ad affermarlo la Corte costituzionale con la sentenza n. 110 dell’11 luglio 2024. A sollevare la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 79, comma 2, Dpr 115/2002, è stato il Tribunale di Firenze con l’ordinanza del 26 ottobre 2023. I giudici fiorentini, in particolare, si sono concentrati nella parte in cui si richiede ai cittadini di Stati non appartenenti alla Ue, per i redditi prodotti all’estero, di corredare l’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato con la certificazione dell’autorità consolare competente.

La Corte ha ritenuto infondate le preoccupazioni sulla violazione del principio di uguaglianza, sostenendo che la richiesta di documentazione aggiuntiva occorre per verificare le effettive condizioni reddituali dei cittadini extra Ue. Per i giudici delle leggi questo requisito non viola il diritto di difesa né il principio di uguaglianza, in quanto è possibile presentare una dichiarazione sostitutiva se non si riesce ad ottenere la certificazione consolare. Il giudice ha poi la possibilità di valutare altre prove come il tenore di vita e le condizioni personali e familiari.