di Paola Scarsi
Avvenire, 21 aprile 2023
Dare una nuova opportunità ai detenuti: questo l’ammirevole obiettivo di Seconda Chance, associazione non profit che vuole essere una sorta di “cerniera” tra le carceri e le imprese disposte ad agevolare il reinserimento lavorativo dei detenuti a fine pena usufruendo dei benefici concessi dalla legge Smuraglia. Seconda Chance è nata poco meno di un anno fa grazie all’impegno di Flavia Filippi, giornalista de La7, Alessandra Ventimiglia Pieri, autrice e documentarista e Beatrice Busi Deriu, titolare di Ethicatering.
Grazie alla firma di un Proto collo d’intesa con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha dato concretezza alla legge 193 del 2000, la legge Smuraglia appunto, che offre ingenti sgravi fiscali e contributivi a chi assume, anche con contratti part time o a tempo determinato, detenuti in articolo 21, cioè ammessi al lavoro esterno.
Alle imprese viene riconosciuto per ciascuno di questi lavoratori un credito d’imposta pari a 520 euro mensili e una riduzione del 95% dei contributi previdenziali se il lavoro si svolge all’interno degli istituti penitenziari o nel caso di assunzione da parte di cooperative anche all’esterno. In Italia sono moltissimi i detenuti che vogliono ripartire dal lavoro per dare una svolta alla propria vita, ma purtroppo le possibilità reali di farlo sono poche.
Meno di un anno fa solo il 4,5% dei detenuti lavorava fuori dal carcere. l’impegno di Seconda Chance è aumentare questa percentuale. Agli imprenditori propone baristi, lavapiatti, cuochi, pasticcieri, camerieri, addetti alle pulizie, gastronomi, pizzaioli, aiuto-chef, scaffalisti, magazzinieri, macellai, muratori, elettricisti, idraulici, falegnami, giardinieri.
E anche laureati. Per assumerli l’impresa deve presentare una dichiarazione d’interesse e stipulare una convenzione offrendo un contratto di almeno 30 giorni con retribuzione non inferiore a quanto previsto dai contratti nazionali. Il rapporto di lavoro può cessare in qualunque momento l’imprenditore lo desideri. Seconda Chance segue la relazione tra imprenditore e detenuto lavoratore in ogni suo aspetto, dall’iniziale incontro conoscitivo alla stipula del contratto e oltre, coinvolgendo i consulenti dell’impresa perché le agevolazioni della legge Smuraglia durano sino a 18 mesi dopo la scarcerazione del detenuto.
L’articolo 27 della Costituzione che sottolinea come “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” è il faro di Seconda Chance. In pochi mesi l’associazione ha procurato oltre 150 posti di lavoro a Monza, Opera, Bollate, Venezia, Pescara, Viterbo, Civitavecchia, Rebibbia, Velletri, Frosinone, Rieti, Napoli, Enna coinvolgendo molte realtà tra le quali la Croce Rossa, la Cei, l’Istituto Superiore di Sanità, l’Unione Artigiani Italiani, il Cnel, il Cnr, la Rai, l’Anci, l’Ance, la Federazione Nazionale Imprese Di Pulizie, la Cepi (la Confederazione Europea Delle Piccole Imprese) e innumerevoli sostenitori del progetto.
Tra gli ultimi inserimenti lavorativi, che vengono “registrati” sulla pagina Facebook dell’associazione, quelli di tre detenuti che andranno a lavorare nella Fattoria della Piana di Carmelo e Federica Basile in Calabria, di due a Roma che andranno nel ristorante Chiodo Fisso, uno come cameriere l’altro come lavapiatti e aiuto cucina, e di un altro in Liguria, al Byblos Beach di Ospedaletti la cui proprietaria, Milena Caputo, sta cercando sempre tramite Seconda Chance altre tre figure professionali da inserire nel suo staff.










