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di Paolo Virtuani

Corriere della Sera, 29 marzo 2026

Persa la rotta, rimasti senza acqua e cibo. Le vittime buttate in mare. Salvate altre 26 persone al largo di Creta. Almeno 22 migranti partiti dalla Libia con un gommone sono morti dopo sei giorni alla deriva nel Mediterraneo. I loro corpi sono stati gettati in mare, hanno indicato i sopravvissuti alla Guardia costiera della Grecia. Le vittime sono di nazionalità imprecisata. I migranti avrebbero versato agli organizzatori del viaggio tra 7.100 e 8.500 euro ciascuno, secondo quanto riportato dal quotidiano greco Ekathimerini.

Altre 26 persone, tra le quali una donna e un minorenne, sono state salvate da una nave di Frontex, il servizio di soccorso europeo, a 52 miglia nautiche (circa 96 chilometri) a Sud di Ierapretra (Creta). Due di loro sono stati portati in un ospedale di Iraklion, il capoluogo cretese. Secondo fonti della Guardia costiera, il gommone era partito il 21 marzo dalla zona di Tobruk ma durante il viaggio aveva perso l’orientamento. Le persone a bordo sono rimaste sei giorni in mare senza acqua e cibo. Le vittime sarebbero state buttate in mare “su ordine di uno scafista”, prosegue il comunicato della Guardia costiera. Le autorità greche hanno arrestato due uomini di 19 e 22 anni di nazionalità sudsudanese, ritenuti gli scafisti.