di Isabella Piro
Avvenire, 7 settembre 2022
Sono tanti, anzi sono troppi, in Grecia, i detenuti che vivono in condizioni che rappresentano “un affronto alla loro dignità umana”: l’allarme arriva dal Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (Cpt) del Consiglio d’Europa ed è contenuto in un rapporto diffuso il 2 settembre scorso. Lo studio è il risultato delle visite che l’organismo ha compiuto in cinque carceri greche tra il 22 novembre e il 12 dicembre 2021.
Le prigioni ispezionate sono state quella di Korydallos, la più grande del Paese, situata alla periferia di Atene, insieme a quelle di Nigrita e delle isole di Kos, Chios e Corfù. A finire nell’occhio del ciclone sono state, principalmente, “le situazioni di sovraffollamento, le cattive condizioni di detenzione, le violenze tra detenuti, la grave carenza di personale e l’inadeguatezza dell’assistenza sanitaria” negli istituti penitenziari. Al momento della visita infatti - si legge nel rapporto, “la popolazione carceraria era di 11.182 persone a fronte di una capacità di 10.175 posti, il che equivale a un tasso di occupazione del ‘io per cento”.
Inoltre, su 34 carceri, 24 erano sovraffollate, mentre 15 presentavano un tasso di occupazione superiore al 130 per cento. Una percentuale che, nel caso della prigione maschile di Korydallos, arrivava al 152 per cento, con i detenuti immersi in situazioni di “pericolo e povertà”, tra “scarafaggi e cimici”, senza poter svolgere neanche una qualche attività utile che permettesse loro di “prepararsi al reinserimento nella comunità al momento del rilascio”.
Il Cpt, inoltre, lancia l’allarme anche per l’ospedale psichiatrico per i detenuti, sempre situato a Korydallos: si tratta di “un istituto talmente trascurato da non essere in grado di fornire cure adeguate ai propri pazienti”, né di compiere “indagini autoptiche approfondite sui decessi in carcere”. L’organismo europeo si dice “molto critico” anche sulle modalità con cui i carcerati vengono trasportati dalla polizia ellenica in tutto il Paese: ad esempio, nel carcere di Corfù il Comitato ha avuto notizia di maltrattamenti fisici, tra cui pugni e calci inferti dagli agenti ai prigionieri.
Episodi di punizioni corporali, inoltre, sarebbero avvenuti sia in cella che in un’ala in disuso dell’istituto di pena. Di fronte a tutti questi dati, il Cpt chiede alle autorità di Atene di porre fine “con urgenza” al sovraffollamento carcerario, investendo su misure alternative alla custodia cautelare, nonché alla detenzione stessa, e “adottando iniziative per facilitare il reinserimento nella società delle persone private della libertà”.
Infine, il Consiglio d’Europa esorta la Grecia a “una distribuzione più uniforme della popolazione dei detenuti all’interno delle carceri, anche tenendo conto della vicinanza alla famiglia o alla residenza del prigioniero”. In riposta al rapporto, il governo greco ha pubblicato un’ampia e dettagliata documentazione ín cui sottolinea di accogliere le raccomandazioni del Cpt e di impegnarsi a combattere il sovraffollamento carcerario.
Nello specifico di Korydallos, l’esecutivo segnala che “nel trimestre marzo-maggio 2022, 144 detenuti sono stati trasferiti in un altro carcere, mentre le riunioni del Comitato centrale di trasferimento continuano ininterrottamente con l’obiettivo di decongestionare gradualmente l’istituto penale”. Presso la struttura, inoltre, “nel prossimo futuro, il numero di programmi e attività (teatrali, musicali, artigianali, ecc.) per i detenuti aumenterà, in quanto sarà più facile realizzarli grazie alla revoca delle restrizioni contro il covid-19”.
Le autorità assicurano anche di aver effettuato interventi di disinfestazione e di manutenzione, soprattutto per quanto riguarda gli impianti idrici ed elettrici di Korydallos. Da segnalare che, secondo il rapporto Space 2021 (Statistiques pénales annuelles du Conseil de l’Europe), al 31 gennaio 2021 gli istituti penitenziari negli Stati membri del Consiglio d’Europa risultavano ospitare 1.414372 persone. Ciò significa che, nelle carceri europee, su too.000 abitanti, 102 erano privati della libertà personale.
Quanto alla durata media della detenzione nel Vecchio Continente, nel 2020 era pari a 8,9 mesi. Infine, riguardo al tasso di densità della popolazione carceraria, le carceri in condizioni di sovraffollamento risultavano essere dieci: in testa la Romania con 119,3 detenuti ogni cento posti disponibili, seguita da San Marino (112,5) e Grecia (111,4); settima l’Italia (1o5,5) e decima l’Ungheria (100,5). Ultime in classifica - ma è in questo caso è un bene - le prigioni del Principato di Monaco con una densità di 13,4 detenuti ogni cento posti disponibili.









