di Maria Vittoria Gaviano
La Nazione, 15 settembre 2026
Il vicepresidente della Commissione sanità della Regione Eligi ha visitato l’istituto “Una carenza importante, che deve essere sanata. Ed è anche sovraffollato”. “Non c’è il garante comunale dei detenuti. Scriverò una lettera al sindaco di Grosseto affinché ponga soluzione a questa mancanza e farò pressione. Sentirò anche l’assessore regionale Marras”. Al momento dell’uscita dalla casa circondariale grossetana di via Saffi, dopo la visita di ieri mattina, il vicepresidente della Commissione Sanità del consiglio regionale della Toscana, Federico Eligi, non aveva l’estrema certezza della mancanza del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale nell’istituto grossetano, ma ne ha ricevuto conferma dopo pochissimo dal Garante regionale Giuseppe Fanfani a Eligi, contattato telefonicamente.
“È una figura che fa da collante tra il carcere e l’amministrazione comunale, dato che quest’ultima ha delle competenze importanti nell’istituto detentivo per quanto riguarda la parte dei documenti e dell’anagrafe. Aspetti, quest’ultimi, che mi è stato raccontato creano problemi, vista la mancanza di interlocuzione con il Comune. Il sindaco deve rispondere a questa mancanza”. Verso le 12.30 Eligi ha lasciato la casa circondariale dopo un percorso di ricognizione e ispezione, necessario alla nuova proposta di legge sulla sanità penitenziaria.
“Il consiglio regionale è chiamato ad organizzare la parte sanitaria all’interno delle carceri - spiega - Avevamo una legge del 2005 e adesso il consiglio regionale, su mia proposta, ha incaricato l’Ars (Agenzia regionale sanità) di aggiornare la legge. Cambierà tutta l’impostazione attuale”. A seguito dell’ispezione, qual è la condizione riscontrata dal commissario? “La situazione non è positiva: è un carcere piccolo destinato a 15 persone e ce ne sono 35. È una situazione al limite, credo sia il più sovraffollato della Toscana. Ma il problema è anche il percorso educativo, per il reinserimento nella società. È necessario, quindi, un nuovo carcere”.
Ci sono delle note positive però. “L’infrastruttura è ottima perché non ci sono infiltrazioni, muffe e perdite, rispetto a cosa c’è in altre zone della Toscana è buona. Ultimamente ci sono stati numerosi casi di scabbia ma sono stati contenuti”. Poi parla dei detenuti, delle persone. “Sono per di più giovani e stranieri- dice - e all’interno di questo carcere ci sono tutte le dipendenze, anche i ludopatici. Sono 35 detenuti nonostante la capienza sarebbe di 15.
Ci sono nove celle e alcune sono occupate da 5 detenuti, troppi. Invece c’è un caso psichiatrico grave, isolato, che non dovrebbe nemmeno essere a Grosseto, ma è qui da tre anni. Eligi conclude commentando che “la situazione è esplosiva visto il sovraffollamento”. All’interno dell’edificio di fine ottocento di via Saffi 23, secondo i dati aggiornati del Ministero della Giustizia, proprio il giorno prima della visita del commissario, il totale dei detenuti risulta essere di 32, diciassette in più rispetto al numero massimo previsto.









