di Carolina Brugi
Corriere di Maremma, 4 novembre 2025
Contribuire al reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti, fornendo loro competenze spendibili sul mercato del lavoro. Con questo obiettivo, Cna Servizi, l’agenzia formativa di Cna Grosseto, ha portato a termine due progetti finanziati dalla Regione Toscana, che hanno coinvolto 18 detenuti delle case circondariali di Grosseto e Massa Marittima. I percorsi, conclusi da pochi giorni, hanno permesso ai partecipanti di ottenere certificazioni professionali in diversi settori, dalla manutenzione del verde alla produzione dolciaria e termoidraulica. I risultati sono stati presentati durante l’incontro conclusivo, a cui hanno preso parte i partner del progetto, la Regione Toscana e il Garante dei diritti dei detenuti, Giuseppe Fanfani.
“È stata un’occasione di confronto importante, non solo perché per la prima volta la nostra agenzia formativa si è cimentata in percorsi progettati per le case circondariali - commenta la direttrice di Cna Grosseto, Anna Rita Bramerini - ma anche perché ci ha permesso di evidenziare una serie di problematiche che gli ex detenuti incontrano nel loro reinserimento lavorativo che, come associazione datoriale, ci siamo impegnati per provare a ridurre, promuovendo politiche di inclusione e contrastando il pregiudizio”.
Secondo Elena Dolci, responsabile dell’agenzia formativa, “Il nostro tessuto economico chiede lavoratori e manodopera spesso in possesso di competenze specifiche e certificazioni. Nella progettazione di questi percorsi abbiamo tenuto conto di una serie di bisogni emersi negli anni e di profili professionali che potessero essere formati anche all’interno di un istituto detentivo. Non è stato sempre facile, perché si tratta di percorsi di formazione che hanno bisogno anche di pratica e attività laboratoriali, difficili da realizzare in alcuni contesti, ma siamo molto soddisfatti perché abbiamo permesso a 18 persone di acquisire nuove competenze e certificarle, ma anche per la rete che si è costituita sul territorio e che ha collaborato in modo proficuo”.
I percorsi si sono sviluppati attraverso quattro corsi di oltre 250 ore ciascuno, alternando formazione in aula e attività pratiche. A Grosseto sei detenuti hanno seguito il corso per “potatori e curatori di interventi ortoflorovivaistici” e tre quello per “operatori di prodotti panari, dolciari e da forno”. A Massa Marittima sei partecipanti hanno ottenuto la certificazione per “potatura e lavorazioni del terreno nelle aree a verde” e tre per “installazione e manutenzione degli impianti termoidraulici e simili”.
I progetti hanno potuto contare sul supporto delle case circondariali e sulla collaborazione di numerose realtà locali, tra cui la cooperativa Il Melograno, Heimat, Comit, Termobenessere, Toscana Food, Panificio Falorni e Macii, Le micro atelier, Favilli Rinaldo e l’Istituto tecnico agrario di Grosseto. Un’esperienza, sottolinea Bramerini, “che non solo ha permesso ai detenuti di acquisire competenze e certificazioni, ma ha anche creato una rete sul territorio, fondamentale per sostenere il reinserimento sociale e lavorativo”.











