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maremmanews.it, 2 settembre 2026

La delegazione dei Giovani Democratici della Toscana ha visitato, nella mattinata del 31 agosto, la Casa Circondariale di Grosseto, accompagnata all’interno della struttura dalla comandante e confrontandosi con il personale e con la realtà quotidiana dell’istituto. La struttura, che dispone di 15 posti regolamentari, ospita attualmente 27 persone detenute. Una condizione di sovraffollamento che non consente più di lavorare in condizioni di sicurezza: mancano gli spazi per garantire l’isolamento dei detenuti e il personale è quotidianamente chiamato a sforzi straordinari per mantenere la sicurezza, arrivando in alcuni casi a inserire una quinta branda nelle celle, senza il rispetto dei tre metri quadri previsti per ciascun detenuto.

Il segretario regionale dei Giovani Democratici, Bernardo Taddei, dichiara: “La casa circondariale di Grosseto vive una condizione di sovraffollamento, con presenze che arrivano a 27 detenuti a fronte di una capienza di 15: una situazione che non consente più di lavorare in condizioni di sicurezza. Mancano gli spazi per garantire l’isolamento dei detenuti e il personale è quotidianamente chiamato a sforzi straordinari per mantenere la sicurezza, arrivando in alcuni casi a inserire una quinta branda nelle celle, senza il rispetto dei tre metri quadri previsti per ciascun detenuto. Il carcere di Grosseto non può restare ancora per anni in un limbo di attesa, senza sapere se e quando partirà la costruzione del nuovo istituto. Questa incertezza si traduce in una mancanza di investimenti sulla struttura attuale e in una carenza di servizi, sia per i detenuti che per gli operatori che vi lavorano ogni giorno. Un progetto sulle carceri che poteva già essere avviato dall’attuale maggioranza attraverso i fondi del PNRR, che invece purtroppo non ha visto alcun tipo di risposta concreta. Un nuovo carcere, però, se non inserito in un’ottica di investimenti nazionali sulle infrastrutture carcerarie, rischia di diventare semplicemente un’altra scatola destinata a riprodurre gli stessi problemi dell’attuale sistema.

Per questo, come Giovani Democratici, riteniamo necessario un grande piano di investimenti complessivo a livello nazionale, all’interno del quale possa trovare spazio anche il progetto per Grosseto. Allo stesso tempo, la realizzazione del nuovo istituto non può prescindere da un percorso condiviso con la città, che tuteli la comunità e gli equilibri attualmente presenti attorno alla struttura. Proprio a fronte di queste criticità quotidiane, che ricadono su detenuti e operatori, riteniamo necessaria anche l’istituzione di un garante dei detenuti, figura che oggi manca a livello comunale e che potrebbe rappresentare un punto di riferimento concreto all’interno della struttura, oltre che un elemento di connessione tra il carcere e la città”.

Il segretario dei GD Grosseto Cosimo Garofalo sottolinea le differenze rispetto alla recente visita alla Casa Circondariale di Massa Marittima: “La visita di questa mattina alla Casa circondariale di Grosseto ci ha restituito un quadro per molti aspetti diverso rispetto a quello incontrato a Massa Marittima. Pur trattandosi in entrambi i casi di case circondariali, le due strutture vivono situazioni profondamente differenti. La struttura di Massa Marittima, più recente, ampia e spaziosa, consente infatti di organizzare attività e percorsi che a Grosseto diventano inevitabilmente più difficili proprio per i limiti strutturali degli spazi. Quella di Grosseto è una struttura storicamente e architettonicamente bellissima, ma oggi oggettivamente inadeguata rispetto alle esigenze di un carcere moderno. Confrontandoci con la comandante e con il personale, è emerso con chiarezza come questa realtà riesca a funzionare soprattutto grazie al grandissimo lavoro quotidiano, alla professionalità e al rapporto umano costruito tra tutte le persone che operano al suo interno. Ma non possiamo continuare ad affidarci soltanto alla buona volontà di chi lavora in condizioni difficili. Servono risposte concrete dalla politica e dalle istituzioni. Da tempo si parla della realizzazione di una nuova struttura: se esiste già un progetto, è arrivato il momento di smettere di parlarne e iniziare a realizzarlo. Nuovi spazi significherebbero migliori condizioni di lavoro per il personale e maggiori possibilità di garantire percorsi trattamentali e attività alle persone detenute, che già oggi vengono portati avanti con grande impegno, ma troppo spesso in spazi ridotti e inadeguati”.

Leonardo Sersanti, dei Giovani Democratici di Grosseto, dichiara: “Visitando il carcere di Grosseto ho toccato con mano quanto siano limitati gli spazi a disposizione, con celle anguste e un numero di brande che rende evidente il peso del sovraffollamento. Ma quello che mi ha colpito di più è stato il rapporto tra Polizia Penitenziaria e detenuti: in un contesto così piccolo, il rispetto reciproco e il dialogo diventano ancora più determinanti per costruire un ambiente umano. Proprio per questo credo che il carcere non debba essere pensato come un luogo separato dalla città, ma che debba esistere una relazione più stretta e continuativa tra l’istituto e la cittadinanza. Solo costruendo questo legame è possibile favorire davvero il percorso di recupero dei detenuti e un loro futuro reinserimento nella società”.

La visita alla Casa Circondariale di Grosseto rappresenta una nuova tappa del percorso promosso dai Giovani Democratici della Toscana negli istituti penitenziari della regione, con l’obiettivo di ascoltare chi vive e lavora quotidianamente nel sistema carcerario e raccogliere criticità e proposte. L’obiettivo è arrivare alla costruzione di una proposta politica per un modello penitenziario capace di tenere insieme dignità, diritti, sicurezza e reinserimento sociale. Perché investire nella funzione rieducativa della pena significa anche investire nella sicurezza della comunità.