di Giovanna Mezzana
Il Tirreno, 15 luglio 2019
L'ex caserma Barbetti verrà acquisita a settembre dal ministero di giustizia E nell'area potrebbero essere ospitate imprese e coop che assumano detenuti. Emergono nuovi dettagli del percorso che porterà Grosseto ad avere un nuovo carcere in sostituzione della casa circondariale di via Saffi, ospitata in uno storico edificio di fine '800 adibito alla funzione di istituto penitenziario. Come è noto, il nuovo carcere non sorgerà in un immobile che verrà costruito ex novo bensì nell'area della ex caserma Barbetti - o Ansaldo - lungo la via Senese. Ed è qui che una quota di capannoni (che già ci sono) potrebbe essere riservata a imprese e cooperative grossetane che volessero delocalizzare la propria attività all'interno della cittadella penitenziaria in cambio dell'assunzione di detenuti.
Ebbene, lungo questo percorso c'è una prima tappa per la fine dell'estate. A settembre, confermano dagli uffici della Prefettura di Grosseto, la caserma Barbetti e l'area verranno traghettate in seno al ministero della giustizia perché attualmente sono sotto l'egida del dicastero della difesa; tale passaggio - fondamentale perché si possano avviare i lavori di riconversione - è già stato previsto all'interno di un accordo quadro che è stato firmato il 13 luglio dai due ministri. Della tappa settembrina si è parlato in un incontro che si è svolto di recente nel Palazzo del Governo, presieduto dalla prefetta di Grosseto Cinzia Torraco e al quale ha preso parte il provveditore dell'Amministrazione penitenziaria Toscana-Umbria Antonio Fullone.
Intanto prende forma anche un'ipotesi "di massima" che - se andasse in porto - rappresenterebbe un'opportunità sia per detenuti che vogliono darsi una chance di futuro che per imprese e cooperative locali. L'area ex Ansaldo di via Senese consta di capannoni: alcuni potrebbero essere opzionati da imprese grossetane che volessero delocalizzare lì la propria attività: lavanderie, sartorie, falegnamerie, per esempio; tale opportunità potrebbe essere prevista anche per cooperative che nascessero ad hoc per lavorare all'interno dell'area carcere; in cambio imprese e/o cooperative riserverebbero a loro volta ai detenuti una quota di forza lavoro, di assunzioni. "Si tratta di un modello - spiega Francesco Sansone, segretario territoriale di Uilpa-polizia penitenziaria - che è già operativo in altre realtà carcerarie: per esempio, a Milano Bollate i detenuti producono pezzi per le biciclette Atala". Non solo: anche nei lavori di ristrutturazione dell'area dell'ex caserma Barbetti potrebbero essere impiegati detenuti, secondo una modalità già consolidata.
La Uilpa - Polizia Penitenziaria esprime soddisfazione per l'incontro che si è svolto in Prefettura. "La Uilpa - Polizia Penitenziaria ma anche la Confederazione della camera sindacale Grossetana - nota Sansone - ravvisano che solo attuando politiche di costruzione di nuovi istituti penitenziari nella Regione Toscana si possano affermare condizioni dignitose sia per i lavoratori che per la popolazione detenuta. Possiamo dire di aver svolto - conclude Sansone - un lavoro di concertazione affinché restasse un presidio di sicurezza come il carcere nel sud della Toscana".










