di Pierluigi Sposato
Il Tirreno, 27 luglio 2021
Ci sono 25 detenuti "ma non si deve abbassare la guardia". Don Enzo: "Indispensabili comunque spazi di vivibilità". Sono tutti d'accordo: la situazione del carcere di via Saffi è più che soddisfacente. Ma non basta, non bisogna abbassare la guardia. Né adesso né nel nuovo carcere che dovrà vedere la luce (ma non c'è ancora una data) alla ex caserma Barbetti di via Senese.
Dei problemi della detenzione, anche e soprattutto a livello nazionale, si è parlato nei giorni scorsi nella diretta video di Radio Radicale che ha avuto luogo dall'esterno di via Saffi e alla quale hanno partecipato Rita Bernardini (Partito Radicale e "Nessuno tocchi Caino"), Francesca Scopelliti ("Fondazione internazionale per la giustizia Enzo Tortora"), l'avvocato Massimiliano Arcioni (presidente Camera penale di Grosseto) e don Enzo Capitani (cappellano del carcere). Un "memento" al quale ciascuno ha portato il proprio contributo, anche scritto, parallelamente all'iniziativa di raccolta firme sul referendum giustizia.
"In carcere - dice don Enzo, sacerdote da trenta anni in via Saffi - la situazione dal punto di vista umano è eccellente. La struttura è piccola e, soprattutto, gli agenti della polizia penitenziaria sono disponibili a camminare accanto ai detenuti. Anche il settore educativo attivo nel carcere cerca di recuperare e superare le carenze strutturali. Cosa vuole dire? Vuol dire che in via Saffi manca uno spazio di vivibilità esterna alle celle. C'è un terrazzo con il calcio balilla, troppo poco".
E quindi isola felice ma... "Ma comunque un nuovo carcere serve - dice don Enzo - per migliorare ancora le condizioni umane. Occorre sviluppare la parte rieducativa, sennò quella lì - dice indicando l'ingresso - è soltanto una porta girevole, in cui chi esce è purtroppo destinato a rientrare. Serve una svolta".
Don Enzo cappellano da trenta anni: differenze notate? "Il carcere è uno spaccato della città. Nei primi anni Ottanta qui c'erano soprattutto i tossicodipendenti. Poi, qualche anno fa, ci sono state in contemporanea quattro persone accusate di omicidio: una situazione che è apparsa immediatamente anomala. Io dico che, nel quadro più generale del pianeta giustizia, questa periferia deve essere portata al centro".
Attualmente ci sono 25 detenuti, principalmente persone in attesa di giudizio. "Servono strutture moderne e dignitose - è il parere di Arcioni - Questa è una struttura non in sovraffollamento ma fatiscente, anche se l'amministrazione si impegna a tenerla dignitosa, soprattutto per i detenuti". In ambito nazionale, il presidente ha rilevato "l'esasperata ricerca del consenso elettorale", un giustizialismo "che ha svegliato i peggiori istinti di vendetta".
Il dibattito in diretta, anche con domande degli ascoltatori arrivate via Whatsapp a Bernardini (che ha elogiato la ministra Cartabia per le recenti iniziative), ha riguardato temi più generali. "Dai tempi di Enzo - ha tra l'altro detto Scopelliti, che di Tortora era stata compagna - purtroppo non è cambiato nulla".











