di Maria Teresa Carbone
Alias - Il Manifesto, 28 luglio 2025
“Libri insieme. Viaggio nelle nuove comunità della conoscenza”, per Laterza un saggio di Chiara Faggiolani. Sulla diffusione dei reading parties, le feste dove i partecipanti leggono in silenzio i loro libri, tenendo per la fine chiacchiere e bevande, Ignacio Echevarría ha scritto su El Español: “Non posso fare a meno di vedervi un altro sintomo del lento ma inesorabile tramonto della cultura del libro”. Non c’è nulla di male in questa pratica, precisa il critico spagnolo, convinto però che si tratti di un esercizio “esibizionista”, dove “la presenza degli altri costituisce un fattore di controllo reciproco, funge da promemoria dell’imperativo culturale della lettura, e lo fa con modi e vincoli temporali” simili “all’obbligo che tanti sentono di andare in palestra”.
Con Echevarría non concorderebbe Chiara Faggiolani, autrice di un bel saggio, “Libri insieme. Viaggio nelle nuove comunità della conoscenza” (Laterza, pp. 161, euro 16), dove si parla anche - non solo - di reading parties. Ribaltando l’immagine corrente (e sostenuta dai dati) dell’Italia come paese poco incline alla lettura, Faggiolani racconta infatti la storia di tante iniziative che, dalle Alpi alle isole, ruotano intorno ai libri, non solo veicoli di sapere, ma potenti mezzi di connessione fra persone che altrimenti non si sarebbero incontrate.
Sono “le nuove comunità della conoscenza” cui fa riferimento il sottotitolo del saggio, diverse tra loro, ma accomunate dalla stessa “urgenza di intervenire”. Al centro, in tutti i casi, l’idea che “in una società dominata da standard da raggiungere, performance da dimostrare e modelli di felicità imposti dall’esterno, i valori fondamentali siano la gentilezza, l’empatia, la solidarietà, la cura reciproca e l’intelligenza collettiva - e che la lettura abbia a che fare con ciascuno di questi aspetti”.
Sono molte, spesso entusiasmanti, le storie narrate da Faggiolani nel suo viaggio. Come la Biblioteca di condominio Aler “Falcone e Borsellino”, avviata a Milano da alcuni cittadini per combattere l’illegalità perché “solo attraverso la cultura possono davvero cambiare le cose”, cui fa da contraltare nella napoletana Forcella la Biblioteca a porte aperte “Annalisa Durante”, che prende nome da una ragazza uccisa accidentalmente in uno scontro di camorra.
O come il gruppo romano Strategie prenestine, nato dal desiderio di “trovare un’alternativa alle forme tradizionali di lettura condivisa, a partire dall’incrocio di punti di vista di differenti identità, non solo generazionali, ma anche socioeconomiche e professionali”. O infine come “Sapienza libera tutt*”, il progetto che la prima università di Roma attiva da anni in carcere, coinvolgendo studenti, docenti, bibliotecari e volontari. Siamo lontani dall’esibizionismo evocato da Echevarría, e tuttavia la nota finale di Faggiolani, improntata alla passione e alla sincerità che attraversano il libro, non nasconde la “malinconia prematura” provata dall’autrice pensando che queste iniziative sono esposte a un probabile declino, come di frequente avviene nelle pratiche di innovazione sociale.
Per evitarlo, scrive Faggiolani, bisogna avere una strategia basata sul rischio calcolato, un po’ come il giocatore di Risiko che intende invadere la Kamchatka - e dunque, nel caso specifico, creazione di reti, sostegni economici, formazione di “dinamizzatori di lettura”.
Come non essere d’accordo? E però, come non constatare con Echevarría che la crisi c’è, ed è profonda? Oltre diecimila i club “terapeutici” - “Ecco s’avanza uno strano lettore”: con questo titolo nel 2012 la biblioteca di Cologno Monzese apriva le porte a uno dei primi convegni italiani sui gruppi di lettura. Oggi nessuno parlerebbe più di “stranezza” e ai club del libro (ormai oltre diecimila secondo uno studio condotto da Chiara Faggiolani) si attribuiscono proprietà terapeutiche per l’editoria del paese. Non a caso, varie case editrici hanno attivato i loro gruppi di lettura: tra le altre, la piccola Keller di Rovereto, che per il suo “Booklub” ha ideato (forse prima al mondo) dei mazzi di carte con domande e stimoli per sollecitare i lettori più timidi.











