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di Gianni Riotta


La Stampa, 22 dicembre 2021

 

In marcia per tutta la notte: "Ci orientavamo con le stelle". Erano stati sequestrati da una gang a ottobre. Il reverendo Cyrus Scofield, veterano della Guerra Civile americana e studioso della Bibbia scomparso nel 1921, credeva che Gesù sarebbe tornato sulla terra quando tutti gli esseri umani si fossero convertiti al cristianesimo e, per accelerare il miracolo, fondò centri missionari in America Latina. Mai l'austero pastore Scofield avrebbe però immaginato che, 131 anni dopo, un audace gruppo di suoi eredi, uomini in pantaloni di tela kaki chinos, donne in abiti a fiori lunghi fino ai piedi nella tradizione delle chiese antiche, adolescenti e bambini al seguito, sarebbe fuggito tra mille pericoli ad Haiti, per salvarsi da una gang di criminali.

Il gruppo, legato a Christian Aid Ministries, organizzazione di missionari amish, anabattisti e mennoniti, dal 1981 con base in Ohio, era stato sequestrato dalla banda 400 Mazowo di Haiti, che chiedeva un riscatto di 800.000 euro ad ostaggio, pena la morte. Dal sito di Cam, i fedeli raccoglievano offerte, preghiere e appelli ma mai le collette di base avrebbero colmato la richiesta, malgrado la Chiesa cattolica avesse offerto collaborazione. L'esercito e l'intelligence Usa, il gruppo aveva cittadini americani e canadesi, avevano provato ad attivarsi nella sfortunata terra di Haiti, sempre battuta da epidemie, dall'Aids al Covid, terremoti, disordini civili, povertà. Qualche fonte parla di un pagamento sottobanco, l'amministrazione del presidente Joe Biden nega, ma intanto, sulla rete, si narra la saga della fuga nella notte, con i missionari e le loro famiglie a marciare nell'oscurità, orientandosi con le costellazioni come antichi marinari, i bambini tenuti per mano, le donne ad alzarsi l'orlo della gonna per non inciampare nelle radici, gli "anziani", per rango di gerarchia, a sussurrare preghiere e inni per incoraggiare i giovani.

I dodici missionari, con i familiari, erano stati trascinati in ottobre, dopo il rilascio di cinque confratelli, in una zona rurale nei pressi della cittadina di Ganthier, a Est della capitale Port-au-Prince, con i suoi slum poverissimi. Un rancio misero è stato passato quando i rapitori potevano disporre di qualche scorta, l'acqua da bere era torbida, quella per lavarsi contaminata, piagando gli ostaggi con eczemi e irritazioni cutanee.

Qui la narrazione di Weston Showalter, portavoce di Christian Aid Ministries, si fa opaca, come se ci fosse qualche particolare da non divulgare, forse la cifra data in pegno alle gang o a qualcuno dei criminali per lasciar scappare le vittime. Pare che, "malgrado molte guardie controllassero il gruppo, inclusa una coppia con marito e moglie, due teenager di 14 e 15 anni, un bambino di tre e uno di soli dieci mesi", i missionari siano riusciti ad eludere la sorveglianza e scomparire nella notte. La boscaglia, fitta di rovi e piante grasse irte di spine, ha creato problemi a tutti, ma soprattutto ai piccoli, che le madri avvolgevano in scialli e plaid. In testa alla fila, un paio di pastori esperti di navigazione cercava di decifrare la direzione, per non tornare nelle mani dei rapitori. Alle prime luci dell'alba, tra le preghiere di ringraziamento, il gruppo si è imbattuto in un viandante con un cellulare, che ha avvertito le autorità locali, e un aereo della US Coast Guard ha riportato tutti in patria.

Responsabile del rapimento è la gang 400 Mazowo, in dialetto 400 sempliciotti, che ha ordito la maggior parte degli 800 sequestri ad Haiti quest'anno, controllando l'area Ganthier in Croix-des-Bouquets, chiedendo pizzo a cittadini e commercianti, picchiando chi non paga, accanendosi contro preti e suore cattolici. I giornalisti che si occupano di 400 Mazowo vengono minacciati, chi non si piega al loro dominio ha la casa bruciata, le donne della famiglia stuprate. Il capo dei 400 Mazowo, Wilson Joseph, ricercato, usa il nomignolo di Lanmò Sanjou, in Creolo "la morte non sa quando arriva". Il suo vice Joly Germine, detto Yonion, è in galera e si spera collabori con le autorità ma, dopo l'assassinio del presidente Jovenel Moïse, lo scorso luglio, la politica è anarchia e la corruzione dilagante. Se a salvare i missionari sia stato Dio, le stelle o un pacchetto di dollari in contati non ci è dato sapere, ma che la loro sorte sarà presto condivisa da altri infelici è purtroppo certo nella Haiti senza pace, in attesa del remoto ritorno di Gesù auspicato da Scofield.