di Walter Verini
Il Dubbio, 6 marzo 2026
La legge contro l’antisemitismo votata in prima lettura dal Senato è secondo me un risultato importante. Sono stato tra i circa venti parlamentari di gruppi di opposizione ad averla votata (alcuni del Pd, Italia Viva, Azione, Gruppo Autonomie). L’’ho fatto con convinzione, innanzitutto perché penso che l’antisemitismo, nel tempo dell’odio, dei razzismi, delle discriminazioni, sia il problema centrale. Non che le società contemporanee non siano attraversate da pulsioni e forme di diverse provenienze e di molteplici direzioni. A partire da pericolose - e pericolosamente diffuse - forme di islamofobia, legate anche al tema dell’immigrazione e all’uso politico e propagandista scellerato che ne fanno destre e sovranisti in giro per il mondo. Ma considero sbagliato negare che l’antisemitismo sia il problema centrale, ben prima del 7 ottobre.
Ho votato a favore, poi, perché nel DDL venuto in aula sono stati raccolti i contenuti del Ddl Delrio, che anch’io avevo sottoscritto. Prevenzione, educazione, dialogo tra culture, Università e rete luoghi di confronto e apertura, non di chiusure, esclusioni, boicottaggi e linguaggi di odio. E, cosa altrettanto fondamentale - sono stati cancellati tutti i possibili timori legati al fatto che una legge come questa potesse limitare la libertà di critica, di manifestazione, di pensiero, di ricerca contro ogni Governo e segnatamente contro quello di Israele. E cancellata ogni sanzione penale. Se ci fossero stati questi dubbi, non l’avrei votata. Un caso analogo capitò oltre dieci anni fa. Il Parlamento era chiamato a votare la legge contro il negazionismo della Shoah.
Alla Camera ne ero il relatore. Ci furono, anche allora, timori sui rischi di limitare e colpire i diritti d’opinione. Ne parlammo, trovammo formulazioni adatte e la legge in vigore venne approvata a larghissima maggioranza. Così è stato anche in questa circostanza. E ho votato a favore anche per raccogliere un appello. Quello di Liliana Segre, che aveva invitato tutti a convergere sulla lotta all’antisemitismo. Non tutti lo hanno raccolto, purtroppo. Ci sono state forze come AVS e 5 Stelle che hanno votato contro.
Ma idealmente, chi ha votato per il provvedimento, tra le opposizioni, non ha votato “con la destra “ (questa è propaganda di serie C), ma - semmai - con la Segre e con le tutte le Comunità Ebraiche del nostro Paese. E’ legittimo che alcune personalità del mondo e della cultura ebraica abbiano espresso perplessità e contrarietà al testo, anche con l’argomento di non “tipizzare” il reato di antisemitismo. Sono opinioni che, pur largamente minoritarie nel mondo ebraico, meritano rispetto reale. Ma non mi hanno per niente convinto. Io ho votato a favore, e nel mio intervento ho anche ricordato le migliori tradizioni della Sinistra.
Venivo proprio dalla bella iniziativa per i 90 anni di Occhetto, nella quale proprio Gad Lerner aveva ricordato il viaggio - storico - del segretario PCI-PDS in Israele nel 1991, il suo importante discorso sul sionismo. Anni dopo, fu un grande Presidente come Giorgio Napolitano a sostenere come “l’antisionismo sia spesso anticamera dell’antisemitismo”. Potremmo continuare, con i contributi ideali e politici dati in questa direzione da personalità della sinistra come Fassino e Veltroni. Ma questo non ha impedito a queste personalità di esprimere critiche anche radicali, in varie fasi, fino agli orrori di Gaza compiuti dal Governo Netanyahu.
Io stesso, in aula, ho parlato - a proposito del Governo Netanyahu - di barbarie, stragismo, violazione del diritto internazionale. E l’ho fatto anche l’altro ieri, nell’annunciare il mio sostegno alla legge contro l’antisemitismo. La Destra è stata bifronte. Da un lato ha dato apprezzabilmente una mano a trovare convergenze (a partire dalla relatrice Pirovano a coloro che hanno tolto emendamenti inaccettabili, come Romeo, perfino Gasparri). Dall’altro, però, ci sono stati interventi che sono sembrati cattivi comizi, anche in dichiarazione di voto, non all’altezza di un tema alto e delicato come questo. Infine, il mio partito, il PD.
Secondo me avrebbe potuto e dovuto votare la legge, pur con riserve legate al mantenimento della ormai citatissima dichiarazione IHRA. Una dichiarazione votata dal Parlamento Europeo, adottata dal Governo Conte 2 e da 24 Paesi dell’Unione Europea. Ma il voto di astensione non può e non deve consentire a nessuno di sporcare, nel dibattito, la storia e il profilo del PD, una forza nel cui DNA c’è la lotta contro razzismi e antisemitismo. E spero che nella lettura alla Camera si creino le condizioni perché - con il contributo di tutti - l’appello di Liliana Segre possa diventare realtà.









