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agenzianova.com, 21 settembre 2020


I familiari di alcuni residenti di Hong Kong arrestati in mare il mese scorso dalle autorità della Cina continentale si sono rivolti oggi alla polizia di Hong Kong per chiedere che i loro congiunti possano incontrare gli avvocati scelti dalle famiglie e i parenti e che la Regione amministrativa speciale si attivi per ottenere informazioni dalle autorità cinesi continentali.

Le richieste sono contenute in un comunicato letto fuori dal quartier generale della polizia dall'attivista Owen Chow Ka-shing, che ha assistito le famiglie. Secondo quanto dichiarato, finora i legali nominati dalle famiglie non sono stati autorizzati a incontrare i detenuti e le condizioni delle persone arrestate sono note solo alle autorità cinesi. Per questo i familiari hanno sollecitato le autorità di Hong Kong a inviare rappresentanti e a chiedere l'accesso a documenti di interesse tra i quali i dati radar.

Ieri il segretario alla Sicurezza di Hong Kong, John Lee Ka-chiu, ha dichiarato che le 12 persone sono tutte in buona salute e hanno scelto ciascuna due avvocati da un elenco fornito dalle autorità cinesi, precisando che le procedure legali nella Cina continentale sono diverse da quelle dell'ex colonia britannica. Lee ha detto di non poter inviare funzionari.

Il legislatore Eddie Chu Hoi-dick, membro del Consiglio legislativo, ha criticato Lee per il mancato aiuto alle famiglie dei detenuti. I 12, undici uomini e una donna di età comprese tra 16 e 33 anni, sono considerati attivisti democratici. Sono stati intercettati dalla guardia costiera del Guangdong il 23 agosto su una imbarcazione diretta a Taiwan e si trovano in un centro di detenzione nel distretto Yantian di Shenzhen.

Il governo di Hong Kong ha rifiutato di interferire, sostenendo che il caso è di competenza della Cina continentale e che questi individui sarebbero "separatisti". "Il reato in questione rientra nella giurisdizione della Cina continentale, e il governo della regione amministrativa speciale rispetta e non interferirà con le azioni delle forze dell'ordine", ha spiegato il governo di Hong Kong in un comunicato del 13 settembre. Il capo esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, ha poi aggiunto che le 12 persone non sono "attivisti pro-democrazia oppressi" e che dieci di loro erano stati accusati di reati quali produzione o possesso di esplosivi, incendio doloso, sommosse, aggressione alla polizia o possesso di armi