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agenzianova.com, 14 settembre 2020


Nonostante le richieste di assistenza delle famiglie, il governo di Hong Kong ha rifiutato di interferire nell'arresto, da parte delle autorità cinesi, di 12 residenti della ex colonia britannica che tentavano di fuggire a Taiwan via mare. Secondo il governo di Hong Kong, il caso rientra nella giurisdizione della Cina continentale.

In una dichiarazione rilasciata ieri, 13 settembre, le autorità di Hong Kong hanno affermato di aver ricevuto richieste di assistenza dalle famiglie dei residenti arrestati il mese scorso dalle forze dell'ordine del continente per ingresso illegale nella Cina continentale, dopo aver tentato di fuggire a Taiwan. Secondo la Cina questi individui sarebbero "separatisti".

"Il crimine in questione rientra nella giurisdizione della Cina continentale, e il governo della regione amministrativa speciale rispetta e non interferirà con le azioni delle forze dell'ordine", ha spiegato il governo di Hong Kong. Il gruppo è stato sospettato di aver commesso "vari reati penali" a Hong Kong, e il governo ha esortato le famiglie a utilizzare un servizio di consulenza legale fornito gratuitamente.

Il governo è intervenuto dopo che i parenti dei detenuti hanno tenuto una conferenza stampa a Hong Kong, chiedendo il ritorno urgente dei 12 che erano stati intercettati dalla guardia costiera del Guangdong il 23 agosto su una imbarcazione diretta a Taiwan. Le famiglie chiedono che gli arrestati possano consultare gli avvocati designati da loro e non dal governo cinese, e che sia loro permesso di chiamare i parenti a Hong Kong.

Un ragazzo di 16 anni è il più giovane detenuto e molti hanno bisogno di farmaci, hanno detto i parenti. Il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Morgan Ortagus, ha twittato che gli arresti sono "un altro esempio del deterioramento dei diritti umani a Hong Kong", e ha invitato le autorità cinesi a "garantire un giusto processo".