di Teresa Ciabatti
Corriere della Sera, 20 settembre 2020
"Qua dentro la barba è vietata", dice Antonio (nome di fantasia), 18 anni. "Io invece la vorrei". Siamo nel carcere minorile di Nisida, e la barba è davvero vietata. Come altri segni distintivi che le guardie penitenziarie hanno imparato a riconoscere: riga centrale ai capelli, maglietta nera, occhiali da vista dalla montatura nera, tatuaggio ES17.
Segnali di appartenenza alla banda di Emanuele Sibillo (che a un certo punto si fece crescere la barba incolta come i j jihadisti dell'Isis, e da lì gli altri a imitarlo). Sibillo, capo della paranza dei bamb bini di Forcella, ucciso a 19 anni, che dopo la morte assurge alla figura di martire, guida spirituale che dall'alto accompagna i giovani camorristi marchiati dalla sigla ES17.
ES17, le iniziali del capo più il numero 17, perché la S di Sibillo è la diciassettesima lettera dell'alfabeto, ma anche "la sfida che brucia" (così la definisce Mariarka, vedova di Sibillo, in ES17 - Dio non manderà nessuno a salvarci, documentario di Diana Ligorio e Conchita Sannino ispirato a La paranza dei bambini di Roberto Saviano). Benvenuti nel carcere minorile di Nisida, simile al carcere minorile dove si svolge Mare fuori, la serie che sta per andare in onda su Rai2 e che i ragazzi qui hanno visto in anteprima.
I bambini, come li ha battezzati il capo. Bambini per età, poiché molti hanno cominciato a delinquere presto: dieci, undici anni. E bambini perché non hanno avuto alcun passaggio, nessuno stacco tra infanzia e adolescenza. La vita fin qui è stata un unico tempo indistinto tra giocattoli, moto, pistole ad acqua, pistole vere.
I bambini di Nisida possono avere fino a 25 anni. Assassini, patricidi, matricidi, rapinatori, spacciatori, a noi che entriamo non è dato sapere. "Da piccolo giocavo alla PlayStation, da grande pure", dice Pino (nome di fantasia), 18 anni, a cui in carcere manca la PlayStation, l'oggetto che più gli fa pensare a casa. A 6 anni, con il fratello di 7, passavano il giorno a giocare. Dodici-tredici ore di fila, mentre i genitori "faticavano" fuori.
Viceversa Armando, 19 anni, dice che lui all'infanzia non ripensa, o meglio: da che ricorda, dai 6-7 anni, ha sempre avuto ragazze. L'ultima lasciata prima di entrare: chiuso il cancello, chiusa la storia. Non vuole pensieri, dice. E comunque era un rapporto che non andava, litigavano parecchio. Certo, adesso lei gli scrive, e lui risponde, ma per educazione. Qui in carcere si sono visti dalla finestra, lato mare. Erano riusciti a darsi appuntamento, non può dire come. Sono rimasti a guardarsi per trentaquaranta minuti. A quella distanza non puoi parlare, solo guardarti. Prima cosa che farà appena esce? Andare da lei.










