di Andrea Bulleri
Il Messaggero, 6 agosto 2025
Proposta bipartisan in Senato. Verini (Pd): “Sì a procedure sprint e cabina di regia per i penitenziari, ma agire subito”. Anche Calenda apre. Il governo lancia la palla, Pd e Azione rispondono. L’idea di estendere il “metodo Giubileo” anche al piano carceri, lanciata sul Messaggero dal sottosegretario di Palazzo Chigi Alfredo Mantovano e apprezzata anche da Pier Ferdinando Casini, trova sponde nelle opposizioni. “Facciamolo, ma facciamolo seriamente”, è la replica, di fronte alla proposta di una cabina di regia che coordini i vari enti che si occupano della gestione di detenuti e penitenziari. Obiettivo: accelerare le procedure, far ripartire i progetti fermi nel cassetto in attesa delle autorizzazioni. Insomma “abbattere le barriere burocratiche con poteri in deroga”, per usare le parole di Mantovano. Un po’ come si è fatto a Roma in occasione dell’Anno santo, con un tavolo di raccordo a Palazzo Chigi tra le molte istituzioni coinvolte che ha permesso (per esempio) di chiudere a tambur battente il cantiere di Piazza Pia.
Un modello esportabile, per gestire un’emergenza con cui tutti i governi hanno dovuto fare i conti come quella carceraria? “Sì, sarebbe auspicabile”, risponde Walter Verini, senatore dem da anni in prima linea sul fronte delle condizioni dei detenuti. “Le carceri rappresentano un grande problema nazionale, che riguarda non solo chi sta dentro, ma anche chi sta fuori. Se chi sconta la pena è trattato umanamente, più difficilmente tornerà a delinquere una volta espiato il proprio debito”. Il punto però per Verini è fare in fretta. “Il metodo Giubileo va applicato hic et nunc, subito, perché è in questo momento che le carceri stanno esplodendo”. Verini di recente ha visitato il penitenziario delle Sughere di Livorno, “una muffa con celle senza docce”, e il carcere di Terni, “dove con 40 gradi non arriva l’acqua”. Dunque, è l’appello, “noi siamo pronti ma vogliamo risposte da parte del governo, e le vogliamo subito, domani mattina”.
Verini ne è convinto: “Se si vuole si può agire in quindici giorni. Con una cabina di regia al ministero della Giustizia, ma che sia una regia vera, con la volontà di risolvere i problemi: non bastano le conferenze stampa”. L’altro punto su cui insiste il Pd sono forme di “detenzione alternativa, spiega Verini, con la possibilità per i detenuti di lavorare e di trascorrere la notte a casa per chi sconta pene minori. “Discutiamone”, è l’appello. Così come sul modello Giubileo. “E visto che parliamo di Giubileo - chiosa Verini - invito il governo a rileggere le parole di Papa Francesco e poi di Papa Leone sui detenuti”.
All’idea di Mantovano intanto apre anche Carlo Calenda. Convinto che portare il metodo Giubileo nell’ordinaria amministrazione, nei campi in cui operano soggetti con competenze diverse (e dove lo stop di uno finisce per bloccare tutti gli altri), “può funzionare”. La prima mossa, per il leader di Azione, dev’essere “una mappatura precisa e vera dei posti e da una verifica delle condizioni reali delle strutture carcerarie”, per avere un quadro negli interventi necessari. Poi, via alla cabina di regia “a Palazzo Chigi”.
E se Italia viva e +Europa esprimono dubbi (“il punto - affondano - non sono tanto le procedure, ma la volontà politica che finora è mancata”), si riserva di valutare la proposta il Movimento 5 Stelle: “La priorità - sottolinea la deputata Anna Ascari - è intervenire sulle strutture per i detenuti al 41 bis, per interrompere il flusso di comunicazioni con la mafia. E servono le case di comunità”.
Intanto, al Senato, qualcosa si muove. Nei giorni scorsi Anna Rossomando, vicepresidente dem di Palazzo Madama, ha consegnato una proposta al presidente Ignazio La Russa, che si è incaricato della mediazione. L’idea è quella di replicare e rendere strutturale una misura varata nel periodo Covid, ossia far scontare gli ultimi 18 mesi di condanna ai domiciliari anziché in carcere. Ipotesi da cui sarebbero esclusi solo i condannati per reati di grave allarme sociale. E che permetterebbe di ridurre la popolazione carceraria di circa tremila persone.
“Non è molto, ma è un inizio su cui tutti possono convergere”, spiega Rossomando. Le opposizioni hanno già dato l’ok, e La Russa si sarebbe incaricato di discuterne con la maggioranza. E se il sì di FdI e FI appare a portata di mano, più difficile sarà ottenere quello della Lega. In ogni caso, però, se ne riparlerà a settembre, dal momento che proprio ieri Palazzo Madama ha sospeso i lavori per la pausa estiva.











