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di Carmelo Musumeci

 

Ristretti Orizzonti, 5 febbraio 2015

 

"Il carcere è una giungla nel quale è difficile sopravvivere eppure c'è tanta umanità ed energie positive, basterebbe trovare qualcuno che li raccogliesse". (Diario di un ergastolano: www.carmelomusumeci.com).

Tempo fa, il Ministro della giustizia, per tentare di risolvere alcuni problemi e per portare umanità e legalità nelle nostre patrie galere, aveva lanciato l'idea di organizzare gli Stati Generali sui temi della pena e del carcere.

All'inizio, l'annuncio, sinceramente non mi ha molto entusiasmato perché ho pensato che come al solito gli addetti ai lavori (associazioni di volontariato, politici, funzionari e docenti) se la sarebbero suonata e cantata da soli. Poi mi è venuto in mente che molti padri della nostra Carta Costituzionale conoscevano il carcere perché c'erano stati negli anni della dittatura fascista. E mi sono ricordato anche che da qualche parte avevo letto che alcune democrazie sono nate in carcere. Mi è pure venuto in mente che i politici di una volta (come il senatore Gozzini, padre dell'attuale ordinamento penitenziario) prima di legiferare visitavano le carceri e parlavano e si confrontavano spesso con i prigionieri.

I nostri legislatori di adesso invece ormai vengono in carcere per lo più per qualche visita rapida e "indolore" o quando li arrestano e non fanno in tempo a capire qualcosa perché appena dentro si sentono male e per fortuna loro (anche nostra perché in questo modo liberano dei posti letto) escono subito. Poi all'improvviso, in una riunione della redazione di "Ristretti Orizzonti", ad alcuni detenuti è venuta l'idea di chiedere, al Ministro della Giustizia Orlando, di fare gli Stati Generali nel carcere di Padova in rappresentanza di tutta la popolazione carceraria in Italia. Ed ecco, allora, il mio appello:

Signor Ministro, se lei veramente vuole dare una possibilità ai diretti interessati, i prigionieri, di fare crescere una coscienza individuale e di gruppo, se vuole che si accendano i riflettori sul carcere, come il luogo dei dimenticati, organizzi prima possibile gli Stati Generali qui nel carcere di Padova con e fra i detenuti. E con la collaborazione della redazione di Ristretti Orizzonti che da anni, insieme al suo direttore, Ornella Favero, ha come scopo sociale la ricerca, l'informazione e l'intervento attorno a questioni inerenti i diritti dei detenuti. Favorendo un ruolo attivo delle persone detenute in iniziative di sensibilizzazione, in campagne di denuncia e in attività di ricerca sociale e penitenziaria. Le nostre testimonianze e le nostre proposte potrebbero servire a voi e a noi affinché l'Italia in futuro non venga più condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Signor Ministro, alcuni detenuti della redazione per sensibilizzare e coinvolgere migliaia di prigionieri stanno già scrivendo in diverse carceri per raccogliere proposte, consigli e contributi dei nostri compagni per poi eventualmente discuterne durate gli "Stati Generali" per portare nelle nostre patrie galere legalità costituzionale, rispetto degli affetti, studio e lavoro. Numerosi detenuti si sono già espressi con una forte partecipazione delegandoci a rappresentarli. Signor Ministro, non ci deluda. Noi siamo sicuri che non lo farà. E coglierà l'occasione per dare voce e luce a chi per mille motivi non ha né l'una né l'altra. Un sorriso fra le sbarre.